POLONIA. Varsavia chiede un no fly zone e la Russia parla di guerra alla NATO

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Il 15 settembre, il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha invitato i paesi della NATO e dell’UE a prendere in considerazione l’introduzione di una no-fly zone sul territorio ucraino. In un’intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha affermato che “sarebbe vantaggioso” se l’Ucraina chiedesse ai paesi terzi di abbattere i droni nel suo spazio aereo.

Sikorski ha anche aggiunto che, da un punto di vista tecnico, “gli alleati possono mantenere congiuntamente una no-fly zone”. La questione, secondo lui, era già stata discussa durante la presidenza degli Stati Uniti Joe Biden

Il 15 di settembre la Russia ha risposto alla proposta polacca: “La creazione di una no-fly zone sull’Ucraina e il permesso ai paesi della NATO di abbattere i droni russi significherebbero una guerra tra l’Alleanza e la Russia”, parola del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev. Ha anche osservato che se Bruxelles decidesse di trasferire beni russi come prestito all’Ucraina, la Federazione Russa perseguirebbe gli stati dell’UE in tutti i possibili tribunali internazionali e nazionali “fino alla fine dei tempi”.

L’Escalation Polonia – Russia esplode dalla caduta del drone russo in Polonia che ha portato Varsavia a una serie di passi che avvicinano l’Europa alla III Guerra Mondiale. 

Ricordiamo che in merito la Russia ha già detto che non era sua intenzione attaccare la Polonia e si sono detti pronti ad aprire un canale con la Polonia per parlare dell’accaduto e la Bielorussia ha riferito di aver avvisato la Polonia dell’arrivo di un drone sul suolo polacco. 

La Polonia dunque, da una settimana ha lanciato l’allarme invasione russa. Anche se l’unica invasione è quella dei resti di droni russi sul territorio polacco a 10 km dal confine. Il 12 settembre il Segretario Generale della NATO ha annunciato il lancio dell’iniziativa “Eastern Guardian” per rafforzare la difesa del fianco orientale dell’Alleanza a seguito dell’incidente con un drone in Polonia. Questa attività militare inizierà nei prossimi giorni e coinvolgerà diverse risorse alleate, tra cui Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Germania e altri, ha detto Rutte.

La NATO, inoltre continua a indagare sull’incidente sul drone che ha violato lo spazio aereo polacco, ha detto Rutte. “Noi, come NATO, dobbiamo dichiarare chiaramente la nostra determinazione e capacità di difendere il nostro territorio”, ha aggiunto.

“La NATO ha indebolito la sua difesa aerea sul fianco orientale trasferendo diversi sistemi all’Ucraina; la loro mancanza da parte dell’Alleanza è una delle sue debolezze più gravi”, scrive il Wall Street Journal. “Gli alleati europei della NATO degli Stati Uniti sono preoccupati per la reazione moderata di Trump all’incidente del drone in Polonia e stanno iniziando a dubitare della disponibilità di Washington a proteggerli da possibili minacce”, scrive Reuters. In Europa, hanno interpretato la reazione del presidente americano come un’altra manifestazione della sua politica “America First” e la descriveranno come “una scrollata di spalle pubblica”.

La NATO non è in guerra con la Russia, ma la Russia è in guerra con la NATO attraverso l’Ucraina ha detto il Ministro degli Esteri polacco Radosław  Sikorski. Non adducendo prove però del motivo secondo cui la Russia sarebbe in guerra con la NATO se non la questione dell’arrivo del drone russo. 

Il 13 settembre è stato dato il via all’attuazione dell’Operazione Eastern Sentry della NATO a darne notizia lo Stato Maggiore dell’Esercito Polacco. “La NATO lancia Eastern Sentry”, ha scritto lo Stato Maggiore sul social media X, pubblicando un video dell’atterraggio di un aereo da trasporto francese A400 a Minsk-Mazowieckie. Ha consegnato armi ai caccia Rafale, già presenti in Polonia.

Il primo Ministro polacco Tusk: “A causa della minaccia rappresentata dai droni russi che operano sull’Ucraina, vicino al confine polacco, le forze aeree polacche e alleate hanno avviato operazioni preventive nel nostro spazio aereo”.

Sempre il 13 settembre, le forze aeree polacche e alleati della NATO erano in servizio a causa di un allarme aereo in Ucraina, ha riferito sabato il Comando Operativo delle Forze Armate Polacche. Ed è stato chiuso l’aeroporto di Lublino, nella Polonia orientale, a causa di “attività militare non programmata legata alla sicurezza nazionale”, secondo il NOTAM. 

Rzeczpospolita scrive il 13 settembre che uomini ucraini di età compresa tra 18 e 22 anni stanno arrivando in massa in Polonia. Si dice che solo nella prima settimana di applicazione delle nuove regole, 10.600 ucraini di questa fascia d’età siano entrati in Polonia. In precedenza, i media avevano riferito che il numero di giovani ucraini di età compresa tra 18 e 22 anni in Polonia stava crescendo. Tuttavia, il Servizio di frontiera statale dell’Ucraina ha dichiarato che non vi è alcun afflusso significativo di uomini di età compresa tra 18 e 22 anni alle frontiere

La NATO giustifica l’intensificazione dei controlli in Polonia con il fatto che i moderni missili russi sono in grado di raggiungere rapidamente non solo i paesi del fianco orientale dell’Alleanza, ma anche città come Londra e Madrid, il che mette a rischio tutta l’Europa, secondo Rutte. 

Nel tardo pomeriggio del 13 settembre Il massimo livello di prontezza delle forze di difesa aerea polacche è stato annullato. La social sfera ha postato, nelle ore di massima allerta polacca diversi video provenienti dalla Polonia che mostravano movimenti militari su larga scala verso il confine bielorusso. I movimenti confermati includono carri armati, veicoli da combattimento della fanteria, veicoli trasporto truppe e obici, a indicare che Varsavia ha schierato forze significative.

Il 14 settembre la testata Kurier: “La Polonia si è resa conto della debolezza della NATO dopo l’incidente con i droni”. “Il sistema di difesa anti-UAV SKYctrl “praticamente non funziona” e spesso “non rileva affatto i droni””, osserva il quotidiano.

Il 14 settembre il presidente polacco Nawrocki ha firmato il consenso per l’ingresso delle truppe NATO nel Paese. “Il presidente della Repubblica di Polonia, Karol Nawrocki, ha firmato una risoluzione che consente alle forze militari straniere dei paesi membri della NATO di rimanere sul territorio polacco”, ha dichiarato l’Ufficio per la Sicurezza Nazionale in una nota. 

Anna Lotti

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