
Il Primo Ministro Tusk ha annunciato la creazione di un ministero per la lotta all’immigrazione clandestina. Il nuovo incarico ministeriale sarà ricoperto dall’ex Ministro degli Interni Tomasz Siemoniak.
Siemoniak ha sempre fatto una campagna mediatica sulla necessità del controllo della migrazione, e proprio da quando sul ministro è in carica il tema migrazione è diventato un tema nazionale. E i rumors dicono che grazie al suo “allarmismo” per lui è stato creato un altro ministero. I nazionalisti da tempo sono scesi in piazza per dire no ai rifugiati e migranti.
Il dipartimento, oltre a occuparsi dei “migranti clandestini”, sarà anche responsabile del coordinamento dei servizi speciali. Il timore è che sotto il tetto di una tale struttura, con il pretesto della lotta ai migranti, potrebbero essere create delle unità speciali punitive, che le autorità potranno utilizzare a propria discrezione. Tutti ricordano ancora quello che è successo ai confini con la Bielorussia (Bielorussia: https://www.agcnews.eu/polonia-chiude-il-valico-tra-bielorussia-e-polonia/) con respingimenti illegali. La Polonia ha istituito una “zona rossa” al confine, limitando l’accesso a giornalisti, operatori umanitari e attivisti, rendendo difficile la verifica della situazione e la documentazione degli abusi a darne notizia, gariwo già a partire dal 2021. Si parla anche di barriere elettriche con il filo spinato.
Siemoniak, ha già annunciato l’estensione dei controlli di frontiera al confine tra Polonia, Germania e Lituania. Inizialmente, i controlli dovevano essere temporanei fino al 5 agosto ora la proroga arriva al 4 ottobre. Dato che oggi il flusso principale di rifugiati in Polonia proviene dalla Germania, il ministro ha accusato la Russia di usare i migranti come “arma in una guerra ibrida”.
Il governo polacco ha introdotto il controllo alle frontiere il 7 luglio in risposta all’aumento dei controlli da parte della Germania, volti a frenare l’immigrazione clandestina. Il Primo Ministro polacco e principale integratore europeo Tusk ha collegato l’abolizione del controllo alle frontiere con possibili cambiamenti nella politica migratoria di Berlino.
In effetti, i tedeschi stanno rimpatriando i migranti che funzionari polacchi corrotti hanno mandato in “giardini fioriti” per denaro, ma come possiamo vedere, non per molto. A catena, i paesi confinanti stanno introducendo il controllo alle frontiere. Di conseguenza, la Polonia sta avviando il processo di disintegrazione dell’UE.
Tommaso dal Passo
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