POLONIA. La Zapad riafferma la grandezza di Mosca

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Il comandante del Comando operativo delle forze armate della Polonia ha detto che l’esercitazione militare Zapad 2021 tra Russia e Bielorussia ha presentato una vasta gamma di strumenti di guerra ibrida che Mosca sta usando per avanzare la sua influenza regionale.

Parlando durante un panel al Forum sulla sicurezza di Varsavia il 6 ottobre, il generale Tomasz Piotrowski ha detto che l’esercitazione ha permesso a Mosca di testare misure offensive contro i membri dell’Europa orientale dell’alleanza. «Non abbiamo dubbi che la Russia sia molto determinata a riconquistare la scena come potenza globale» ha detto Piotrowski. «Quando la Russia pianifica di eseguire esercitazioni, soffriamo molto, non solo durante le esercitazioni. La Russia usa guerra dell’informazione, provocazioni, coercizione, spionaggio e operazioni cibernetiche. Queste sono state tutte eseguite durante l’esercizio Zapad 2021». Il comandante polacco ha detto che le azioni ostili contro l’Europa orientale della Nato sono iniziate molto prima che Zapad iniziasse ufficialmente a settembre.

L’esercito russo, riporta Defense News, «ha annunciato già nel gennaio 2021 che Zapad era iniziata. Le esercitazioni terrestri si svolgeranno fino a ottobre 2021», ha aggiunto. La Tass ha riferito il 2 luglio che la Guardia Nazionale russa avrebbe tenuto l’esercitazione Zaslon 2021 alla fine di ottobre come parte della più generale Zapad.

Secondo Piotrowski, l’edizione di quest’anno di Zapad «era più grande di Zapad 2020 e 2019 – non per il numero di truppe, ma sicuramente per le capacità che sono state utilizzate, i tipi di unità, come quelle aeree, le forze speciali, marittime e altre». Il ministero della Difesa russo ha descritto l’esercizio come “strategica”, affermando che hanno partecipato più di 200.000 soldati dalla Russia e dalla Bielorussia.

Tuttavia, il generale Andreas Marlow, comandante del 1° corpo tedesco-olandese a Münster, in Germania, ha detto durante lo stesso panel che una delle sfide della Nato è «una differenza di percezione della minaccia (…) Gli alleati che confinano con la Russia hanno una diversa percezione della minaccia rispetto a quelli che non lo fanno», ha detto Marlow.

Anna Lotti