Scandalo intercettazioni in Turchia

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TURCHIA – Istanbul 17/06/2014. Alcuni membri del servizio di scorta del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan sono stati arrestati, riporta il canale televisivo Trt Haber, il 17 giugno.

Gli arresti dei funzionari di polizia e di altre 12 persone, i cui nomi non sono stati resi noti, sono stati arrestati con l’accusa di aver intercettato le conversazioni telefoniche del premier.
Il 25 febbraio scorso, i media turchi avevano denunciato che le conversazioni telefoniche di oltre 7000 persone vicine ai partiti di governo e dell’opposizione, erano state intercettate nel 2011, nell’ambito di un’operazione anti-terrorismo contro i membri dell’organizzazione Salam. Tra gli intercettati anche il capo dell’intelligence turca, Hakan Fidan.
Dopo questa denuncia, Erdogan aveva accusato gli appartenenti al movimento di Fethullah Gulen di essere dietro all’abuso dell’intercettazioni.
Erdogan ha anche sottolineato che il movimento di Gulen (in precedenza definito come una «struttura parallela» allo stato) con le sue attività illegali dimostrato che non si tratta di un movimento religioso, ma di una struttura politicizzata e illegale.
È stato avviato, in Turchia, un procedimento penale contro Gulen, che vive negli Usa e di cui il governo ha chiesto l’estradizione, con l’accusa di colpo di stato e spionaggio contro lo stato turco.