Simboli, civette e animi surriscaldati

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ITALIA – Roma. Il Viminale il 15 gennaio ha sciolto la riserva sui simboli: su un totale di 219 presentati, 169 sono stati ammessi e 34 sono stati ricusati, di questi alla fine altri 15 sono stati ammessi per un totale di 234. Altri 16 simboli non hanno i requisiti necessari per partecipare alla competizione elettorale per carenza di documentazione.

Alcuni dei simboli ricusati appartenevano alle cosiddette liste civette. Così tante liste non ci sono nemmeno nei Paesi in via di sviluppo, o nelle neo democrazie. Agli italiani ora spetterà districarsi nel dedalo della scelta. Dall’altra parte della barricata vi sono i movimenti e i partiti politici molto presi da apparentamenti locali e nazionali con l’obiettivo di conquistare uno scranno al parlamento. Di certo si sarà rianimato Grillo che, come al solito, ha gridato allo scandalo quando un suo ex aderente ha tentato di boicottarlo, visto che il Viminale ha ricusato il simbolo. E ancora vi sono le epurazioni delle liste all’ombra della trasparenza, ovvero, per la prima volta in Italia c’è chi mette al bando i candidati sotto inchiesta. Lo ha fatto il Pd in Sicilia e a ruota il Pdl, li imiteranno tutti nella speranza di apparire agli Italiani come vergini pronte per essere immolate.