Libia: nuova legge sul petrolio

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Oil and money 200x111LIBIA – Tripoli. Nonostante la ventata di terrore. La Libia pensa al futuro. E così mentre chiudono le ambasciate di Germania e Ucraina a Tripoli. Notizia giunta contemporaneamente a quella pubblicata da AGC ieri, con la chiusura del ministero degli eteri, assediato da tecniche (pick-up) armate.

 

Il Ministro libico del Petrolio e del Gas, il dottor Abdulbari Alarusi [Al Arusi], ha detto al Financial Times che la Libia sta elaborando una legge per concedere licenze per l’estrazione del petrolio entro la fine dell’anno. È stato formato un comitato per redigere la legge, con una previsione di massima per la stesura di quattro mesi. «Tutti gli accordi con le società straniere saranno guidati dagli interessi per la Libia, non da quelli degli individui, come è stato il caso di alcuni contratti in passato», ha dichiarato il Ministro.
«Tutto – riferisce ancora il ministro – sarà trasparente si sapranno in anticipo i costi così da evitare la corruzione e di conseguenza una lievitazione della spesa da parte delle aziende». Lo stato è “sempre più forte” e i giovani delle milizie vengono assorbiti nei servizi di sicurezza. Questi confluiscono in una guardia speciale per impianti petroliferi [Petroleum Servizi Guardia] sotto il comando dell’esercito, che ora conta 18.000 membri. Ma la fiducia è ancora bassa nelle nuove guardie, dicono gli analisti, e senza una nuova legge sul petrolio del paese è improbabile che aumenti significativi della sua produzione.