Petrobras: azioni in ribasso e estrazioni a rilento

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Il miglior petrolio al mondo, in termini di qualità è quello iracheno, ma potrebbe sorgere un concorrente reale se il Brasile riuscisse ad estrarre il suo petrolio pré-sal (sotto sale), dal mare. Un petrolio individuato nelle profondità del mare sotto le rocce di sale.

Peccato però che dopo sfavillanti notizie e investitori accorsi per comprare le azioni della Petrobras, l’azienda petrolifera di bandiera, in realtà non è riuscita a estrarne più di qualche barile. A quanto pare i problemi sono  principalmente due, la cattiva gestione aziendale, che ha costi sbalorditivi e la difficoltà di trovare la tecnologia adatta per effettuare le estrazioni. Le punte di perforazione in commercio si spezzano a una certa profondità, si corrodono.  

Le azioni della Petrobras nel frattempo si sono deprezzate, di almeno un terzo. E il petrolio resta in fondo al mare, lo scorso anno sono stati estratti pre-sal 71 mila barili al giorno. Ma non sono abbastanza. L’azienda, alla luce della scoperta del 2007, aveva infatti promesso di incrementare l’estrazione del petrolio passando da 2 milioni di petrolio estratto a 5 milioni il che sarebbe stata una manna di petrolio per i rendimenti governativi.

Non solo, in 13 anni, quest’anno Petrobras ha registrato la prima perdita trimestrale e nel frattempo Ecopetrol Colombia ha battuto la società per capitalizzazione piazzandosi al secondo posto in Sud America.

Ma secondo i rumors il più grande problema per l’azienda petrolifera brasiliana è di tipo politico. Dal 2006, il governo ha limitato prezzo della benzina per combattere l’inflazione. E per soddisfare la domanda crescente, Petrobras ha dovuto rabboccare quello che produce con le importazioni, che deve poi vendere in perdita. Non solo raffinare quello che ha è moto costoso e il petrolio nuovo tarda ad arrivare sul mercato. Infatti sono numerosi i pozzi fermi che non estraggono più perché il costo per raffinarlo i è molto oneroso e conviene comprarlo all’estero.

A questo punto Petrobras si trova di fronte a un doppio problema da affrontare, da un lato reperire risorse per continuare a investire in ricerca per poter estrarre il petrolio pré-sal, dall’altro far quadrar il bilancio aziendale soddisfando le richieste della politica. Alcuni però si chiedono se in realtà la Petrobras non abbia azzardato troppo nell’annunciare 5 milioni di petrolio estratti, o addirittura ci si chiede se davvero ci siano tutti questi barili di petrolio in fondo al mare.