Scandalo Petrobras: Barusco riconsegna il denaro

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BRASILE – Brasilia 13/05/2015. Un ex dirigente della Petrobras ha restituito 157 milioni di reais (51,4 milioni di dollari) in base all’accordo con la magistratura per ridurre la sua pena per il reato di corruzione.

Lo ha annunciato il procuratore generale brasiliano Rodrigo Janot il 12 maggio. Il denaro restituito da Pedro Barusco è stato depositato in un conto della corte federale, ha poi aggiunto Janot durante una manifestazione pubblica a Brasilia. «I risultati dell’inchiesta sono visibili perché il lavoro procede in maniera oggettiva» ha detto, aggiungendo: «Non ci si rivolge contro questa o quella persona. Quello che cerchiamo di fare è chiarire i fatti». I 157 milioni di reais destinati a Petrobras rappresentano l’80 per cento della somma che Barusco si è impegnato a restituire, ha detto il procuratore. Il restante 20 per cento sarà trattenuto dalla magistratura per coprire eventuali compensazioni per i terzi danneggiati dalle pratiche corrotte della compagnia petrolifera. Petrobras potrebbe recuperare fino a 570 milioni di reais (186,7 milioni di dollari) attraverso una serie di patteggiamenti di diversi imputati che, come Barusco, hanno accettato di testimoniare contro gli organizzatori del sistema. L’ad di Petrobras Aldemir Bendine, che si è associato a Janot nell’annuncio, riporta il quotidiano Latin American Herald Tribune, si è detto fiducioso che circa 1,3 miliardi di reais (425,9 milioni di dollari) possano essere recuperati, grazie alle restituzioni e ai sequestro dei beni congelati appartenenti ad altri imputati. L’azienda avrebbe perso circa 2 miliardi di dollari grazie all’ingegnoso sistema di corruzione, scoperto a marzo 2014. L’inchiesta giudiziaria ha portato già alla condanna per cinque ex direttori Petrobras e una ventina di dirigenti di imprese di costruzione brasiliane. Le imprese di costruzione pagavano tangenti per ottenere contratti da Petrobras, i cui dirigenti poi incanalavano una parte dei pagamenti illeciti a politici che li proteggevano. L’Alta corte del Brasile sta investigando su 50 politici implicati nello scandalo, la maggior parte dei quali provenienti da partiti che sostengono il governo di coalizione del presidente Dilma Rousseff.