Intelligence danese: possibili estremisti tra i rifugiati

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DANIMARCA – Copenhagen 11/09/2015. Il danese Politiets Efterretningstjeneste , cioè i servizi danesi di intelligence (Pet) hanno lanciato l’allarme sulla presenza di estremisti tra i rifugiati, aggiungendo che il recente afflusso potrebbe stimolare i gruppi di estrema destra alla violenza.

Il quotidiano Berlingske, riporta una nota della Pet secondo cui anche se la stragrande maggioranza dei rifugiati non costituisca una minaccia diretta per la sicurezza, c’è la possibilità estremisti siano presenti nel grande numero di rifugiati che arriva attualmente in Danimarca. «Pet è consapevole del fatto che tra i profughi da Siria e Iraq potrebbero esserci persone che simpatizzano con l’Islam militante e potrebbero compiere attentati contro le nazioni che partecipano alla coalizione internazionale contro lo Stato islamico, tra cui la Danimarca» si legge nella nota. Inoltre, il Pet ha detto che i rifugiati e gli immigrati stessi potrebbero diventare il bersaglio di attacchi di gruppi di estrema destra: «Nei nostri paesi vicini, abbiamo visto attacchi e minacce di violenza contro i rifugiati, i migranti o le istituzioni ad essi collegate, effettuati da persone che si oppongono all’attuale flusso di rifugiati. Pet è consapevole del fatto che una simile evoluzione potrebbe verificarsi anche tra gruppi politicamente estremisti in Danimarca». Nelle ultime settimane si è registrato un tentato incendio doloso a Copenaghen contro un centro islamico e un attacco contro un centro di asilo per i rifugiati nello Jutland. Inoltre, due cimiteri musulmani sono stati profanati da luglio, prima in un sobborgo di Copenaghen e poi a Odense. Tra il 6 e il 10 settembre, si stima che 3.200 rifugiati e migranti siano arrivati ​​in Danimarca e solo 668 hanno formalmente chiesto asilo in Danimarca, mentre molti altri si sono diretti verso la Svezia. Per i funzionari danesi, infine, c’è un numero imprecisato di rifugiati che rimangono in Danimarca, senza essere stati registrati. La polizia non conosce il nome e la nazionalità di molti dei rifugiati e dei migranti, cui in questi giorni è consentito passare attraverso la Danimarca. Si tratta di una situazione insostenibile nel lungo periodo, ha detto il ministro della Giustizia danese, Søren Pind.