Lima: rallenta la crescita

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PERU’ – Lima. 13/06/14. Il rallentamento della crescita in Cina e il calo del pil negli USA hanno frenato la crescita del Perù,  durante il primo trimestre del 2014. Fonte Perù21.pe.

A dirlo è stata la Banca Mondiale (BM) nel suo report: «Prospettive economiche globali: il cambiamento delle priorità, costruire per il futuro». Il rapporto, stima che l’economia peruviana potrà solo crescere del 4% quest’anno, dopo la crescita del 5,8% nel 2013. Si tratta della proiezione più bassa fatta fino ad ora nel Paese sudamericano.

A rallentare anche altri big sudamericani: «I dati del primo trimestre dal Brasile, Messico e Perù indicano che vi è una debole attività economica, a causa di una serie di motivi, come ad esempio la diminuzione del Pil degli Stati Uniti relative a condizioni atmosferiche, il rallentamento in Cina e la recente aumento delle tasse in Messico», ha detto BM.

L’Istituto ha detto che finora questo anno, il real brasiliano, peso colombiano, il dollaro giamaicano, il peso messicano e il sol peruviano, in media, hanno avuto una tenuta maggiore del 6% irispetto ai ad aprile 2013 .

«Il deprezzamento delle valute locali in gran parte della regione aiuterà i paesi a ottenere una maggiore quota di mercato per l’export» migliorando così la pagella economica, si legge sempre nel rapporto.

In termini di crescita regionale nel 2013, la Banca Mondiale ha detto che l’attività era debole a causa della minore crescita in Cina, la caduta dei prezzi delle materie prime (Brasile, Colombia, Costa Rica, Giamaica, Messico e Perù), e la decelerazione la crescita delle visite turistiche (Caraibi e America Centrale).

Ha spiegato che il calo dei proventi delle esportazioni e l’introduzione delle tasse ha indebolito il conto corrente di esportatori di materie prime nel 2013 (Belize, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana e Perù).

La BM è ottimista è ha riferito che Colombia, Perù e Panama avranno un rialzo dei tassi di crescita regionali a breve e medio termine, guidato da un flusso costante di investimenti diretti esteri, come i grandi progetti minerari e il vasto programma di investimenti nel trasporto pubblico.