Accumula ritardi il Piano Energetico Nazionale

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Corrado PasseraIeri il ministro Corrado Passera ha presentato al Consiglio dei ministri la nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) con cui il governo intende promuovere una significativa evoluzione del sistema energetico, definitodall’ultimo Piano Energetico Nazionale del 1988.

 Il documento, disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, si propone di avviare un ampio dibattito pubblico parallelamente a consultazioni formali con Istituzioni, parti sociali, associazioni di categoria. Lo scopo, sottolinea in una nota palazzo Chigi, è di giungere entro circa due mesi «alla definizione di obiettivi, scelte di fondo e azioni prioritarie quanto più possibile condivise, nell’interesse generale del Paese, per poi approvare il testo nel Consiglio dei ministri».

La Strategia intende rispettare gli impegni ambientali europei del 2020, ridurre i costi energetici e rendere più sicuro l’approvvigionamento e lo sviluppo industriale del settore.

Nello specifico si punta ad una evoluzione graduale ma considerevole del sistema ed al raggiungimento e superamento degli obiettivi europei 20-20-20. I risultati previsti al 2020 sono: allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei per tutte le fonti energetiche (elettricità, gas e carburanti); riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero; riduzione di circa il 19% di emissioni di gas serra; 20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (rispetto al circa 10% del 2010); riduzione dall’86 al 76% dei combustibili fossili sui consumi primari; riduzione di circa il 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020 (- 4% rispetto al 2010).

Questi risultati, se raggiunti, garantiranno al paese enormi benefici in termini di competitività, crescita economica e occupazione, congiuntamente al rilancio della ricerca e dell’innovazione nel settore. Si stima, infine, che da qui al 2020 ci saranno 180 miliardi di euro di investimenti, da parte di privati col supporto di incentivi, sia nella green e white economy (rinnovabili ed efficienza energetica), sia nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi).