
Tutto è pronto per la Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026 in programma il 06 marzo all’Arena di Verona. L’Ucraina non vi partecipa in segno di protesta visto la riammissione dei russi ed anche alcuni paesi come Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Paesi Bassi e Repubblica Ceca ne hanno annunciato il boicottaggio. Come quattro anni fa, in occasione dell’inizio delle Paralimpiadi di Pechino, il contesto internazionale non è dei più favorevoli: i Giochi del 2022 erano cominciati dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia; ora in seguito allo scoppio del conflitto in tutto il Medioriente, con gli attacchi aerei israelo-americani in Iran e la risposta di Teheran che sta colpendo obiettivi in tutti i Paesi del Golfo e non solo. Lo spirito e la tregua olimpica, ripresi da Pierre de Coubertin e promossi dal CIO e ONU dal 1992, sono ormai spesso disattesi e l’ideale di pace e fratellanza si conferma più un valore ideale che una realtà. Tutto ciò sottolinea, ancora una volta, che il binomio olimpiadi-politica non è mai stato separato ed ogni edizione dei Giochi riflette ambizioni, tensioni e nuovi equilibri globali.
Al centro del dibattito nell’ultimo mese la controversa e divisiva decisione che gli atleti russi gareggeranno sotto la propria bandiera ai Giochi Paralimpici. Ciò è stato possibile dopo che il Comitato Paralimpico Internazionale (CPI) ha assegnato sei posti al Comitato Paralimpico Nazionale Russo per i Giochi Invernali. La Russia sarà rappresentata in Italia in tre specialità: una donna e un uomo nello sci alpino, una donna e un uomo nello sci di fondo e due uomini nello snowboard. I russi, quindi, sono pronti a gareggiare sotto la propria bandiera alle Paralimpiadi per la prima volta dal 2014, visto che la Russia è stata bandita dal CPI due volte dai giochi, la prima nel 2016 per un programma di doping sponsorizzato dallo Stato, e poi nel 2022 a causa dell’invasione dell’Ucraina.
La reazione Ucraina non si è fatta attendere: boicottare parzialmente le Paralimpiadi proprio a causa dell’ammissione di atleti provenienti da Russia e Bielorussia che sventolano le bandiere dei loro paesi ed inni. Lo ha annunciato il ministro dello Sport ucraino Matvey Bedny, che ha dichiarato che i funzionari non parteciperanno alla cerimonia di apertura né ad altri eventi ufficiali dei Giochi Paralimpici. Bedny ha inoltre definito la decisione di consentire la loro partecipazione “oltraggiosa”, mentre il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha incaricato gli ambasciatori di esortare i funzionari di altri paesi a non partecipare alla cerimonia di apertura.
L’appello è stato recepito ed accolto, tant’è che dichiarazioni sono giunte da molti governi che criticano la decisione dei Giochi Paralimpici Invernali di revocare l’embargo sulla Russia. Inoltre, anche gli atleti cechi, come accennato sopra, non prenderanno parte alla cerimonia, fanno sapere dal Comitato Paralimpico Ceco. Posizione più bilanciata quella del Comitato Paralimpico Italiano che sostiene la neutralità degli atleti russi, confermando la sua posizione sulla partecipazione dei suddetti sotto bandiera neutrale. Tuttavia, il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani aveva proposto di non rilasciare visti agli accompagnatori degli atleti russi con disabilità che partecipano ai Giochi.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, invece, commentando le dichiarazioni ucraine, in cui hanno avvertito che avrebbero boicottato i Giochi a meno che gli organizzatori non avessero revocato la loro decisione di consentire agli atleti russi e bielorussi di gareggiare con i simboli nazionali, le ha criticate e ha affermato che Kiev sta cercando di calpestare i principi olimpici e i fondamenti dell’umanità.
Dalla social sfera russa un account sostiene che con la richiesta di escludere gli atleti paralimpici russi, Zelensky si è presentato, ma gli italiani hanno suggerito una forma di punizione ancora più perversa per i disabili. A rincarare la dose anche il ciclista paralimpico russo Yaroslav Swyatoslavsky, che ha dichiarato che “alcuni politici europei trasformano lo sport in un’arena per dispute politiche”, trattandosi di “pura russofobia” e “le azioni volgari dei politici italiani contro gli atleti paralimpici sono semplicemente insultanti”.
A febbraio anche gli Stati Uniti si sono espressi. Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Trump, ha appoggiato la partecipazione della Russia alle Paralimpiadi con bandiera e inno, una mossa che è stata accolta con sorpresa e sgomento nelle capitali europee. Europa e Ucraina hanno già criticato la mossa degli Stati Uniti. Lo stesso ha fatto il Canada con le dichiarazioni del suo Comitato Paralimpico che ha annunciato che gli atleti e i dirigenti canadesi non saranno fisicamente presenti alla cerimonia di apertura. L’Ambasciata russa a Ottawa, in risposta, non può fare a meno di osservare che, nella pratica, il principio spesso ripetuto secondo cui “lo sport è al di là della politica” sembra essere applicato in modo selettivo.
La continua opposizione alla partecipazione degli atleti paralimpici russi e bielorussi rappresenta un chiaro esempio di come le considerazioni politiche prevalgano sui valori fondamentali che il Movimento Paralimpico afferma di sostenere. È particolarmente preoccupante che una tale posizione colpisca gli atleti con disabilità. L’Ambasciata rimane convinta che lo sport debba unire piuttosto che dividere, e che una vera inclusività non possa escludere gli atleti in base alla nazionalità. Un approccio equo e coerente, libero da doppi standard, è essenziale per preservare l’integrità e l’autorità morale dello sport internazionale.
Proprio in prossimità dell’inizio ufficiale delle competizioni, un altro caso riguardante nuovamente l’Ucraina ha suscitato ulteriori polemiche. Alla nazionale ucraina è stato vietato di indossare uniformi cerimoniali con la mappa dell’Ucraina, secondo Valeriy Sushkevych, Presidente del Comitato Paralimpico Nazionale, che aggiunge che il CPI ha detto che l’uniforme aveva motivazioni politiche e che nessuno li avrebbe permesso di gareggiare con una divisa del genere. A suo dire, avrebbero dovuto progettare rapidamente una nuova e consegnare set di uniformi diverse all’Italia. Sushkevich ha descritto questo come una “nuova ondata di lealtà” nei confronti della Russia.
Da ultimo, anche la Germania si è rifiutata di partecipare alla Parata delle Nazioni. L’Unione Paralimpica Tedesca ha criticato la decisione del CPI e ha adottato le conseguenti misure per esprimere rispettosa solidarietà alla delegazione ucraina. A sottolineare ulteriormente la situazione, anche la Ministra dello Sport tedesca Christiane Schenderlein salterà la cerimonia di apertura.
Paolo Romano
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