
Il Senato del Paraguay ha richiesto, la settimana scorsa, al Ministero degli Esteri un rapporto sulle ragioni del continuo riconoscimento diplomatico di Taiwan da parte del Paese, anziché della Cina continentale. Il Paraguay è attualmente l’unica nazione sudamericana a riconoscere formalmente Taiwan.
Questa decisione giunge in un contesto di crescente dibattito sulla politica estera del Paese. I sostenitori di un’inversione di rotta verso la Cina continentale, come la senatrice Éver Villalba e il deputato Hugo Meza, sostengono che l’allineamento con Pechino porterebbe significativi benefici economici, tra cui un aumento degli scambi commerciali e degli investimenti. Meza ha sottolineato che la Cina ha investito oltre 600 miliardi di dollari in America Latina e che anche una piccola parte di tale importo potrebbe trasformare l’economia del Paraguay, riporta MercoPress.
Tuttavia, l’Unione Industriale Paraguaiana (UIP) ha messo in guardia in un recente rapporto contro tale mossa, poiché potrebbe comportare una perdita netta di centinaia di milioni di dollari all’anno, dati i mercati esistenti a Taiwan, il che a sua volta comporterebbe una diminuzione delle entrate fiscali e l’interruzione dei programmi di cooperazione.
L’UIP ha inoltre avvertito che industrie nazionali chiave e migliaia di posti di lavoro potrebbero essere a rischio a causa della concorrenza con i prodotti cinesi. Il rapporto suggerisce che, sebbene possano esserci vantaggi iniziali a breve termine, gli effetti strutturali a lungo termine potrebbero essere dannosi per l’economia del Paese.
Ciò che inizialmente sembra una forte spinta può trasformarsi in vulnerabilità futura, soprattutto se il Paese è esposto a fattori esterni, come la dipendenza da un mercato unico o la volatilità dei prezzi internazionali, ha sostenuto l’UIP.
Ciò nonostante, questa settimana il Senato ha approvato una richiesta di informazioni al Ministero degli Esteri per fornire una spiegazione completa delle argomentazioni politiche, economiche, sociali e culturali che giustificano l’attuale posizione del Paese.
Villalba ha osservato che la Cina rappresenta circa il 30% delle importazioni nazionali ed è una delle principali potenze tecnologiche e commerciali al mondo. “Il nostro impegno deve essere rivolto al benessere del popolo paraguaiano, e non agli interessi di gruppi che cercano di proteggere i propri profitti”, ha affermato.
Questa decisione riapre il dibattito sull’opportunità che il Paese mantenga le sue storiche relazioni con Taiwan o esplori un possibile riavvicinamento con Pechino. Gli oppositori di questo cambiamento hanno portato l’esempio del Costa Rica, che ha proceduto come suggerito, con benefici a lungo termine poco chiari.
Lucia Giannini
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