PANDEMIA. Vaccino australiano testato in Kazakhstan

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La prima vaccinazione contro il coronavirus in Kazakistan è stata effettuata presso il Centro Internazionale di Vaccinologia dell’Università Agraria Nazionale del Kazakistan, riporta Khabar 24.

Il primo kazako a ricevere il vaccino, prodotto con il nome di Covax-19, è stato il direttore del centro Kaisar Tabynov; il vaccino in questione è stato sviluppato in Australia e sta attualmente attraversando la sua prima fase di test clinici, riporta Fergana.

I virologi australiani hanno iniziato a testare il vaccino nell’aprile di quest’anno. Nei giorni scorsi, diversi paesi hanno annunciato il successo dei test dei propri vaccini contro il Covid-19. Il governo russo ha annunciato di avere quattro prototipi di vaccini, che hanno tutti dimostrato la loro sicurezza d’uso. La Russia ha detto che prevede di iniziare la vaccinazione di massa ad ottobre, mentre molti esperti occidentali dubitano che siano stati condotti test sufficienti per garantire la sicurezza. Anche una partnership tra l’Università di Oxford e l’azienda farmaceutica AstraZeneca ha dichiarato successi nei test, così come i progetti realizzati dai National Institutes of Health negli Stati Uniti e dall’esercito cinese.

Nel frattempo, dopo aver promesso di “unire” i dati e le statistiche del COVID-19 sulla polmonite “con le caratteristiche del COVID-19” entro il 1° agosto, il ministero della Sanità kazako ha invece fornito dal 1 agosto dati separati sul suo sito ufficiale del coronavirus; il ministro della Salute Alexei Tsoy ha dichiarato che le cifre sono state trasmesse all’Oms, per far aggiornare i dati ufficiali.

I decessi confermati in Kazakistan sono attualmente 1.058, il ministero della sanità kazako pubblica i dati ufficiali sulla mortalità solo settimanalmente, ma annuncia nuovi dati durante le conferenze stampa intermedie. Dall’inizio dell’anno sono stati segnalati 256.541 casi di polmonite di ogni tipo – di cui 32.000 a giugno e 157.000 a luglio – mentre il dato nel periodo equivalente dello scorso anno era di 76.986. Sono stati registrati 4.042 decessi per polmonite, contro i 2.333 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il sito Azattyq scrive che attivisti kazaki hanno scritto all’Oms esprimendo la loro preoccupazione per il fatto che così tanti casi di polmonite dall’inizio di quest’anno rimarranno al di fuori delle statistiche ufficiali Covid-19 e hanno definito tale approccio un tentativo deliberato di manipolare e abbassare le cifre ufficiali. Per il Ministro Tsoy: «In Kazakistan c’è un alto livello di test. Come risultato di ciò, prendiamo un numero maggiore di pazienti in una fase iniziale. In secondo luogo, l’assistenza medica in Kazakistan a livello di reparto ospedaliero è completamente gratuita per il pubblico. In molti paesi è necessario pagare un’assicurazione separata per questo e poi pagare un supplemento. Qui in Kazakistan l’assistenza medica è facilmente disponibile. I decessi sono stati segnalati, si tratta di statistiche oggettive», ha detto Tsoy.

I livelli di test ufficiali pro capite del Kazakistan sono infatti superiori a quelli degli altri paesi dell’Asia centrale.

Le autorità sanitarie kazake hanno annunciato che il picco della recente ondata di casi è stato superato, con un numero giornaliero di nuovi casi, che è passato da quasi 2.000 il 9 luglio a poco più di 1.000 il 2 agosto.

Antonio Albanese