PANDEMIA. L’economia del Vaccino

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La pandemia da Covid continua ad essere al centro dell’agende nazionali, tuttavia a quasi un anno e mezzo di distanza dal suo inizio occorre iniziare a porsi alcune domande su come i costi della pandemia stiano influenzando il mondo. La domanda da porsi al momento è: qual è il costo dell’economia del vaccino?

Iniziamo a dare alcuni numeri:

Ad oggi nel mondo, contando tutti i vaccini somministrati, sono state effettuate 5,95 miliardi di iniezioni, paese capofila per somministrazioni è la Cina con circa 1,2 miliardi di iniezioni effettuate.

Il costo del vaccino nel mondo è molto variegato. Tale diversificazione di costo è dovuta a varie motivazioni: differenti costi del vaccino a seconda del fornitore, differenti costi dello stesso vaccino per aree geografiche ( una scelta questa che accomuna Pfizer e Astrazeneca i quali hanno deciso di far pagare maggiormente il vaccino nei paesi ricchi per poter vendere il vaccino ad un più basso costo in quelli poveri), prezzi politici per l’esportazione (è il caso di Sinovac), dazi doganali.

Se si volesse stimare un range si può dire che in genere il costo del vaccino per dose va dai 4$ ai 29$ circa.

Inoltre va segnalato che per i vaccini che richiedono almeno due dosi a persona il costo medio della prima dose si aggira intorno ai 16,94$, mentre per la seconda dose il prezzo raggiunge i 28,39$.

Gli Stati sono molto riservati, ed è molto difficile venire a conoscenza di quale sia il costo pagato per ogni dose.

Si è però venuti a conoscenza del costo pagato dall’Unione Europea per ogni dose di vaccina a causa di un tweet di Eva De Bleeker, sottosegretario di Stato belga per il Bilancio e la tutela dei consumatori, presso il ministro della Giustizia, incaricato del Mare del Nord:

SOCIETA’ FARMACEUTICA

PREZZO/DOSE

ASTRAZENECA

1,78€

JOHNSON & JOHNSON’S

8,50$

SANOFI/GSK

7,56€

BIONTECH/PFIZER

12,00€

CUREVAC

10,00€

MODERNA

18,00$

Al contrario, essendo quasi tutte le aziende farmaceutiche quotate in borsa, è molto più semplice accedere ai guadagni ottenute da quest’ultime dalla vendita dei vaccini:

SOCIETA’ FARMACEUTICA

GUADAGNI NEL MONDO AL

1° TRIMESTRE 2021

BIONTECH/PFIZER

$5.833 miliardi

MODERNA

$1.733 miliardi

ASTRAZENECA

$275 milioni

SINOVAC

$264.5 milioni

JOHNSON & JOHNSON’S

$100 milioni

 

Viene dunque da domandarsi, quanto costa ai contribuenti l’acquisto delle dosi di vaccino?

Anche in questo caso è molto difficile sapere quanto spendono in vaccini i vari stati, tuttavia si può risalire attraverso le dotazioni per l’acquisto.

Si sa per esempio che il team di negoziazione congiunto dell’Unione Europea (formato da Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Paesi Bassi) che assieme alla Commissione si occupa dell’acquisto per i paesi UE può contare su un fondo da 2 miliardi di euro proveniente dallo Strumento per il sostegno di emergenza a cui si aggiunge un contributo addizionale di circa 750 milioni di euro garantito dagli Stati membri.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, si sa che il Governo federale ha pagato 2 miliardi di dollari per la fornitura dei vaccini PFIZER, mentre per l’Operazione Warp Speed voluta dal Presidente Trump, sono stati stanziati fondi per 12 miliardi di dollari.

A questo punto occorre domandarsi, i vaccini acquistati nel mondo occidentale sono sufficienti?

La risposta è si anzi stando ad alcune stime, ad oggi i vaccini assicurati da quello che una volta veniva chiamato Primo mondo, garantiscono persino un surplus di 1,2 miliardi di dosi.

Tale abbondanza di vaccini è dimostrata dalla quantità di dosi “rimaste in frigo” in alcuni paesi dove la campagna di vaccinazione è in corso.

Per fare degli esempi, in Italia risultano ancora non usate poco meno di 12 milioni di dosi, mentre negli Stati Uniti poco meno di 80 milioni.

Naturalmente, nelle dosi stoccate in Italia, non sono presenti le dosi di vaccino Astrazeneca e Johnson & Johnson’s, di fatto uscite dal piano di vaccinazione nazionale. Di questi vaccini a fattore virale il Bel Paese dovrebbe possedere a fine settembre 42 milioni di dosi.

Un modo per poter utilizzare queste dosi uscite dal programma di vaccinazione nazionale in Unione Europea sarebbe quello di donarle a COVAX, iniziativa nata in seno all Organizzazione Mondiale della Sanità con lo scopo di raggiungere e assicurare la vaccinazione a tutti i paesi del mondo è che finora ha interessato la quasi totalità degli Stati del Mondo (rimangono fuori per scelta dei per scelta dei propri governi, Burundi, Eritrea e Nord Corea).

Effettivamente i paesi del mondo hanno sostenuto e stanno sostenendo l’iniziativa COVAX che, sulla carta, grazie alle donazioni degli Stati dovrebbe disporre di poco meno di 1 miliardo di dosi al momento (998,6 milioni di dosi per l’esattezza).

Tuttavia benché annunciate, le donazioni all’iniziativa sono tuttora arrivate con il contagocce, infatti ad oggi le dosi utilizzabili sono circa 90,8 milioni, meno del 10% delle dosi promesse.

Un ultimo aspetto che però va considerato e che sta minando l’iniziativa è la logistica.

Lo stoccaggio è l’uso dei vaccini e la catena del freddo, sono un problema in zone del mondo come l’Africa, il Sud America e l’Asia centrale.

I vaccini infatti hanno bisogno di temperature glaciali per poter essere conservati, ma prendendo ad esempio l’Africa, è molto difficile avere a disposizione frigoriferi in grado di raggiungere tali temperature, inoltre anche nel caso in cui si ottenesse tali frigoriferi ( i cui costi sono proibitivi per gli Stati al di fuori del programma Covax), l’infrastruttura energetica è spesso carente e non sempre in grado di soddisfare la domanda energetica di tali prodotti.

Per concludere dunque, la produzione di ultra congelatori assume un ruolo centrale nell’economia del vaccino.

Un prodotto che fino ad oggi aveva un consumo di nicchia, laboratori e centri di ricerca perlopiù, ha adesso una domanda sempre più variegata che quasi sicuramente andrà ad impattare sul prezzo di materie prime come l’acciaio che è fondamentale nella sua produzione oltre ad avere un forte impatto sul consumo energetico.

Salvatore Nicoletta