PANDEMIA. Le montagne russe della Variante Delta sui mercati internazionali

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I mercati asiatici hanno vissuto una altalena di interesse il 3 agosto, mentre l’impatto della variante Delta del coronavirus, sulla ripresa globale che ha alimentato le preoccupazioni sulle prospettive du ripresa che potrebbero non essere così rosee come sperato.

Anche se gli utili aziendali continuano ad essere alti, l’ottimismo dei trader ha subito un colpo dopo una serie di letture al di sotto delle previsioni da parte delle più grandi economie del mondo, compresi i motori di crescita negli Stati Uniti e in Cina.

Allo stesso tempo, i timori che l’inflazione possa aumentare nei mesi prossimi stanno alimentando le voci che le banche centrali saranno costrette a ridurre le loro politiche monetarie per evitare che i prezzi salgano ulteriormente, portando via un pilastro importante di crescita nei mercati azionari.

«Più a lungo vedremo la diffusione della Variante Delta a livello globale, più a lungo continueranno le interruzioni della catena di approvvigionamento», riporta AT. In un segno che i mercati sono sempre più nervosi sulle prospettive, il rendimento dei Treasuries Usa a 10 anni, indicatore chiave delle aspettative di crescita, è sceso sotto l’1,2%, dopo che la crescita degli Stati Uniti ha mancato le aspettative e i dati hanno mostrato un rallentamento della crescita industriale.

Nel frattempo, un’impennata di casi di Covid in tutta la Cina sta aggiungendo cautela ai piani di trading, con milioni di persone nuovamente messe in isolamento. Nell’ultimo sviluppo, il governo di Wuhan ha detto che avrebbero sottoposto a test l’intera popolazione di 11 milioni di abitanti dopo che la città ha registrato le nuove prime infezioni locali in più di un anno.

Hong Kong e Shanghai, poi, continuano anche ad essere colpiti dall’incertezza causata dalla stretta sulla sicurezza di Pechino nei settori della tecnologia, dell’istruzione privata e della proprietà, che ha sollevato diverse preoccupazioni.

La notizia che Hong Kong stava per allentare le restrizioni di viaggio, per fornire una spinta all’economia, non è stata in grado di fermare il calo dell’indice Hang Seng. Anche Tokyo, Shanghai, Singapore, Seoul e Wellington sono scese. L’indice Nikkei 225 ha perso lo 0,50%, o 139,19 punti, per chiudere a 27.641,83.

Al contrario i mercati indiani hanno raggiunto nuovi massimi storici stimolati dalle speranze di un rimbalzo economico e ci sono stati anche guadagni a Seul, Taipei, Manila, Bangkok e Giacarta.

Lucia Giannini