PANDEMIA. I due aspetti della vaccinazione nello sport

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La campagna di vaccinazione prosegue in tutto il mondo tra alti e bassi.

Tuttavia, a suscitare un particolare interesse questa settimana sono alcune delle politiche intraprese nelle ultime settimane in quelle che possono essere definite le leghe sportive più importanti nel calcio e nella Pallacanestro:la PremierLeague inglese e la National Basket Association (NBA) americana.

Le scelte intraprese dalle due leghe mettono in risalto due politiche differentiatte a raggiungere il medesimo risultato, far avanzare la campagna di vaccinazione; inoltre le scelte mettono in risalto anche il diverso modo di pensare tra le due sponde dell’Atlantico.

La Premier League britannica ha rivelato che 13 dei 20 club della massima serie hanno un numero inferiore al 50% di giocatori in organico completamente vaccinato contro il coronavirus. I funzionari della Lega ora hanno deciso di correre ai ripari e hanno scritto direttamente ai club offrendo uno speciale “premio” a coloro che hanno il maggior numero di giocatori vaccinati.

L’esatto incentivo deve ancora essere deciso, la scelta mette in risaltopreoccupazione sui livelli relativamente bassi di protezione Covid per i giocatori della Premier League. Con l’avvicinarsi dell’inverno, i funzionari vogliono garantire che il livello d’élite del gioco sia un passo avanti rispetto a qualsiasi regolamentazione più severa che il governo possa introdurre.

Le preoccupazioni dei massi dirigenti del Gotha del calcio britannico non sembrano infondate: N’Golo Kante del Chelsea è risultato positivo al virus, il giocatore ha dunque dovuto saltare l’incontro di Champions League con l’italiana Juventus e quasi sicuramente salterà almeno altre 2 partite di Premier League, creando non pochi grattacapi al tecnico Thomas Tuchel il quale tuttavia sostiene che continuerà a trattare i suoi giocatori come “adulti” e non li costringerà a fare l’iniezione.

Un servizio di Sky Sports News UK ha messo in rilievo che la maggior parte dei giocatori della Premier League ha ricevuto almeno la prima vaccinazione contro il Covid, anche se i livelli della dose di richiamo sono stati deludenti. La Premier League ha inoltre collaborato con il governo britannico per realizzare video che incoraggino i giocatori a prendere il vaccino COVID-19, secondo quanto riportato dai media britannici domenica.

Completamente diverso l’approccio che intende sperimentare la NBA. La Lega è in procinto di iniziare la sua terza stagione da quando l’epidemia da Covid 19 ha colpito il paese americano.

Molte preoccupazioni sono state espresse dai massimi dirigenti sulla campagna di vaccinazione attuate dalle squadre, infatti non tutti i giocatori dicono di essere disposti a fare la vaccinazione.

La stragrande maggioranza dei giocatori della lega è vaccinata, ma alcuni atleti di alto profilo non hanno intenzione di dichiarare se sono vaccinati o meno sostenendo che è loro diritto non rivelare tale condizione. All’inizio della ripresa degli allenamenti (i training camp), alcuni giocatori hanno ignorato le domande sul vaccino. di Kyrie Irving dei Golden State Warriors e Andrew Wigginsdei Brooklyn Nets hanno detto ai giornalisti che volevano mantenere riservato il proprio stato di vaccinazione.

Tuttavia molti di questi atleti giocano in città con regolamenti che vietano ai giocatori non vaccinati di giocare nelle arene al coperto, e presumendo che siano entrambi non vaccinati non dovrebbero poter accedere alle arene di città con queste ordinanze. Per questo motivo alcuni giocatori non vaccinati stanno considerando di saltare alcune partite per eludere le ordinanze come nel caso delle partite che si giocheranno New York, altri minacciano di protestare contro tali ordinanze.

Come riportato da ESPN, la tensione sta ribollendo intorno allo stato dei giocatori non vaccinati, poiché alcuni membri dello staff NBA temono che i giocatori possano diffondere COVID-19 e alimentare infezioni che potrebbero metter in pericolo lo svolgimento della stagione regolare. La lega ha richiesto che tutto il personale intorno ai giocatori, compresi allenatori e arbitri, fosse vaccinato, secondo diversi media.

L’NBA non ha un potuto rendere obbligatorio il vaccino per i giocatori poiché la lega afferma che il potente sindacato dei giocatori ha respinto l’idea. Tuttavia la lega è stata ferma su un punto: se i giocatori decideranno di saltare le partite a causa delle restrizioni dovute all’assenza di vaccino, non verranno pagati.

Mike Bass, vicepresidente esecutivo delle comunicazioni della NBA ha dichiarato infatti: «Qualsiasi giocatore che sceglie di non rispettare gli obblighi di vaccinazione locali non verrà pagato per le partite che perde».Visto questo annuncio alcuni giocatori potrebbero rischiare di perdere centinaia di migliaia, se non milioni per alcuni, di dollari per ogni partita a cui non partecipano.

La scelta della Lega ha trovato il supporto di una leggenda dell’NBA, in un articolo pubblicato su Rolling Stone, Abdul-Jabbar ha affermato che l’NBA dovrebbe richiedere che tutti i giocatori e lo staff siano vaccinati o eliminarli dalle squadre: «Non c’è spazio per giocatori disposti a rischiare la salute e la vita dei loro compagni di squadra, dello staff e dei tifosi semplicemente perché non sono in grado di cogliere la gravità della situazione o fare le ricerche necessarie», ha detto Abdul-Jabbar.

La Lega inoltre riferisce che attuerà una serie di altre precauzioni, che Includono testare spesso i giocatori non vaccinati e impedire loro di visitare quelle che la NBA ha definito “ambienti ad alto rischio”, come ristoranti, bar e club.

Salvatore Nicoletta