PANDEMIA. Effetti collaterali dei vaccini anti Covid-19

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Da inizio pandemia ad oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato 138.688.383 casi confermati di COVID-19, inclusi 2.978.935 decessi.

Un numero allarmante che è cresciuto e continua a crescere, nonostante il piano vaccinale sia in corso in ormai quasi tutti i Paesi del mondo.

Con l’obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge globale, il 27 dicembre Italia ed Europa hanno dato il via ad una campagna vaccinale in forma dimostrativa con il vaccine day. Il 31 dicembre 2020, dopo l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti COVID-19, la campagna è diventata effettiva.

Nelle altri parti del mondo, invece, la campagna vaccinale è iniziata e si è sviluppata in tempistiche e con modalità differenti.

Al 15 aprile 2021, come riportato dall’OMS, sono state 751.452.536 le dosi di vaccino somministrate in tutto il mondo. Un dato che fa ben sperare e che fa intravedere uno spiraglio di luce dentro il buio tunnel in cui siamo relegati da più di un anno a questa parte.

Il Piano strategico nazionale dei vaccini anti Covid-19
Presso il Ministero della Salute è stato istituito un gruppo di lavoro intersettoriale per fornire al paese un Piano Nazionale per la vaccinazione anti – SARS – CoV-2 ad interim, con l’intento di definire le strategie vaccinali, i possibili modelli organizzativi, compresa la formazione del personale, la logistica, le caratteristiche del sistema informativo di supporto a tutte le attività connesse con la vaccinazione, gli aspetti relativi alla comunicazione, alla vaccino vigilanza e sorveglianza e ai modelli di impatto e di analisi economica.

Si compone di due documenti: Elementi di preparazione della strategia vaccinale, presentato dal Ministro della Salute al Parlamento il 2 dicembre 2020 (Decreto 2 gennaio 2021) e le Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti SARS – CoV-2/COVID-19 del 10 marzo 2021, con le quali sono state aggiornate le categorie di popolazione da vaccinare e le priorità.

Elaborato da Ministero della Salute, Commissario Straordinario per l’Emergenza, Istituto Superiore di Sanità, Agenas e Aifa, il Piano è stato adottato con Decreto del 12 marzo 2020.

Il 13 marzo 2021 è stato diffuso il Piano vaccinale del Commissario straordinario per l’esecuzione della campagna vaccinale nazionale. In armonia con quello strategico, fissa le linee operative per completare al più presto la campagna vaccinale.

Lo sviluppo dei vaccini Covid-19
La situazione di emergenza e la necessità di accelerare i tempi per poter avere a disposizione il prima possibile vaccini sicuri ed efficaci hanno reso necessario il ricorso a procedure del tutto innovative. Per questo motivo, parallelamente alla realizzazione degli studi pre-clinici e di quelli clinici di fase I, II, III, è stata avviata la preparazione della produzione su scala industriale, ai fini della distribuzione commerciale. Quest’ultima non può avvenire prima che le Agenzie regolatorie (per l’Europa l’EMA) abbiano compiuto i necessari approfondimenti, atti a garantire la sicurezza e l’efficacia del prodotto e concesso un’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC).

La creazione dei vaccini in così poco tempo ha destato non poche preoccupazioni nella comunità internazionale. Come chiarito dall’ISS, gli studi sui vaccini contro il COVID-19 sono iniziati nella primavera 2020. In meno di un anno, a dicembre 2020, l’EMA ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata a un primo vaccino a RNA messaggero: mRNA Comirnaty, della ditta BioNTech/Pfizer. Il 6 gennaio 2021 ne ha concessa una seconda per il vaccino prodotto da Moderna.

Il processo di sviluppo ha subito un’accelerazione senza precedenti a livello globale. Nessuna tappa del processo è venuta meno, grazie al concorso di diversi fattori: ricerche già condotte in passato sulla tecnologia a RNA messaggero (mRNA); studi sui coronavirus umani correlati al SARS-CoV-2, per esempio quelli che hanno provocato SARS (Severe acute respiratory syndrome) e MERS (Middle East respiratory syndrome); ingenti risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi stretti; conduzione parallela delle varie fasi di valutazione e di studio; produzione del vaccino parallelamente agli studi e al processo di autorizzazione; ottimizzazione della parte burocratica/amministrativa e valutazione da parte delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti, man mano che questi venivano prodotti (rolling review) e non, come generalmente si usa fare, solo dopo il completamento di tutti gli studi.

Qual è l’iter di sviluppo che segue un vaccino?
Lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo, che necessita dai sette ai dieci anni, durante i quali le ricerche vengono condotte a tappe successive che includono i test di qualità, la sperimentazione preclinica e le fasi della sperimentazione clinica nell’uomo. La sperimentazione clinica include tre fasi di studi: quelli della fase I, generalmente condotti su volontari sani per l’identificazione della dose ottimale e la valutazione della sicurezza nell’uomo; della fase II a carattere esplorativo e condotti su piccoli gruppi di persone, generalmente meno di 100 e quelli della fase III, disegnati allo scopo confermativo e condotti su migliaia o decine di migliaia di persone.

Il monitoraggio della sicurezza è parte integrante di tutte le tappe dello sviluppo.

In Europa, quando un’azienda farmaceutica ritiene di essere in grado di dimostrare la qualità, la sicurezza e l’efficacia del prodotto per una specifica indicazione terapeutica sottopone alla European Medicine Agency (EMA) una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio. Solo in seguito all’approvazione da parte dell’EMA, e dell’autorizzazione da parte della Commissione Europea, l’azienda inizia il processo di produzione su ampia scala.

Nell’Unione Europea l’iter di approvazione segue sei fasi: quella del test in laboratorio; quella dei test su volontari umani in diversi cicli di studi chiamati ‘sperimentazioni cliniche’; quella degli studi che aiutino a confermare il funzionamento dei vaccini e garantiscano che i loro benefici superino i potenziali effetti collaterali o rischi; una volta che sono disponibili dati sufficienti dalla ricerca e dagli studi clinici, le aziende possono richiedere all’Agenzia Europea per i Medicinali l’autorizzazione a immettere il vaccino sul mercato UE; poi l’Agenzia europea per i medicinali valuta tutti i dati e conduce una valutazione scientifica indipendente e approfondita del vaccino e, sulla base della valutazione scientifica dell’Agenzia, la Commissione Europea rilascia un’autorizzazione all’immissione in commercio nell’UE.

Superati questi step, il vaccino può essere utilizzato.

Durante un’emergenza sanitaria pubblica può essere concessa un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per un medicinale o un vaccino. Ciò può accadere quando il vantaggio di fornirli immediatamente supera il rischio di disporre di dati meno completi di quelli normalmente richiesti. In questi casi il produttore si impegna a fornire informazioni aggiuntive secondo un calendario definito.

In ogni caso, la Commissione Europea concederà un’autorizzazione all’immissione in commercio solo quando la valutazione dell’Agenzia europea per i medicinali mostrerà che il vaccino è sicuro ed efficace.

L’approvazione dell’EMA
Per essere approvato nell’Unione Europea (UE), un vaccino deve essere sottoposto a rigorose sperimentazioni e a una solida valutazione scientifica da parte delle autorità regolatorie.

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA), onde a contribuire all’accelerazione del processo, senza venir meno al suo ruolo, procede con una procedura finalizzata chiamata “rolling review”, che consiste nel valutare le singole parti del dossier man mano che vengono presentate dalle aziende, anziché attendere l’invio di un dossier completo. Tale procedura, senza inficiare la valutazione complessiva, abbrevia i tempi in modo significativo.

L’EMA valuta i vaccini contro il COVID-19 in base agli stessi standard (norme, procedure e protocolli) utilizzati per autorizzare qualsiasi altro farmaco o vaccino. Nel caso della rolling review, o dell’autorizzazione condizionata, queste procedure vengono effettuate in tempi e con modalità molto più agili del normale: l’EMA offre alle aziende orientamento e supporto per presentare la domanda di approvazione e si avvale di procedure rapide di analisi, valutando i dati che via via si rendono disponibili. Nelle situazioni di emergenza questa procedura garantisce una valutazione il più veloce possibile, completa e approfondita di tutti i requisiti necessari in termini di sicurezza, efficacia e qualità del vaccino.

Al termine del processo di valutazione, l’EMA può raccomandare un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio: un tipo di approvazione per i farmaci che rispondono a esigenze medico-sanitarie non ancora soddisfatte, in particolare in situazioni di emergenza come appunto nel caso della pandemia da SARS-CoV-2. Un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio garantisce che il vaccino approvato: soddisfi i rigorosi standard UE su sicurezza, efficacia e qualità, e sia prodotto e controllato in impianti approvati e certificati, in linea con gli standard farmaceutici necessari per la commercializzazione su larga scala.

Le autorità regolatorie fanno ricorso a questo strumento se il beneficio della disponibilità immediata di un farmaco supera chiaramente il rischio legato al fatto che non tutti i dati siano ancora disponibili. L’autorizzazione condizionata si basa infatti su dati meno completi rispetto a quelli richiesti per una “normale” procedura di approvazione e immissione in commercio. Tuttavia, una volta concessa, le aziende sono obbligate a fornire, entro determinate scadenze, ulteriori dati per confermare che i benefici continuino a superare nettamente gli eventuali rischi.

Un’autorizzazione condizionata non è un’autorizzazione all’uso di emergenza (che non prevede la messa in commercio del prodotto) che alcuni Paesi utilizzano (per esempio Stati Uniti o Regno Unito) per consentire l’uso temporaneo di un medicinale non autorizzato in situazioni d’emergenza, ma rappresenta un’autorizzazione formale. Nel caso dei vaccini contro il COVID-19, riguarda i lotti prodotti per l’UE ed è lo strumento più appropriato per garantire l’accesso a un vaccino a tutti i cittadini europei contemporaneamente e sostenere campagne di vaccinazione di massa.

Le attività di farmacovigilanza: chi le svolge?
L’Ente preposto ad effettuare questi controlli è l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che, oltre alle attività di farmacovigilanza normalmente previste per farmaci e vaccini (basate sulle segnalazioni spontanee e sulle reti di farmacovigilanza già presenti), promuove anche l’avvio di alcuni studi indipendenti post-autorizzativi sui vaccini COVID-19.

Nel caso in cui vengano rilevate reazioni avverse da farmaci e da vaccini sospette gli operatori sanitari saranno tenuti ad effettuare la segnalazione alla Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) dell’AIFA.

Le attività di vigilanza riguardano sia la raccolta e la valutazione delle segnalazioni spontanee di sospetta reazione avversa (farmacovigilanza passiva), che azioni proattive attraverso studi/progetti di farmacoepidemiologia (farmacovigilanza attiva). A questo scopo, l’Agenzia si è dotata di un Comitato Scientifico che, per tutto il periodo della campagna vaccinale, avrà la funzione di supportare l’Agenzia e i responsabili scientifici dei singoli studi nella fase di impostazione delle attività, nell’analisi complessiva dei dati che saranno raccolti e nell’individuazione di possibili interventi. La finalità è quella di disporre, anche attraverso una rete collaborativa internazionale, della capacità di evidenziare ogni eventuale segnale di rischio e, nel contempo, confrontare i profili di sicurezza dei diversi vaccini che si renderanno disponibili, di fornire raccomandazioni.

A svolgere attività di vigilanza sull’uso sicuro dei farmaci a livello europeo sono invece l’Agenzia europea per i medicinali (EMA), agenzia decentralizzata dell’Unione europea (UE) responsabile della valutazione scientifica, supervisione e monitoraggio della sicurezza dei medicinali nell’UE, e EudraVigilance, sistema per la gestione e l’analisi delle informazioni su sospette reazioni avverse a medicinali che sono stati autorizzati o in fase di studio nell’ambito di sperimentazioni cliniche nello Spazio economico europeo (SEE). L’EMA gestisce il sistema per conto della rete di regolamentazione dei medicinali dell’Unione europea (UE) ed è composta da sette comitati scientifici che valutano i farmaci lungo il loro ciclo di vita dalle prime fasi di sviluppo, attraverso l’autorizzazione all’immissione in commercio, fino al monitoraggio della sicurezza una volta che sono sul mercato. Dispone di una serie di gruppi di lavoro e gruppi correlati che i comitati possono consultare su questioni scientifiche relative al loro particolare campo di competenza. Questi organismi sono composti da esperti europei messi a disposizione dalle autorità nazionali competenti degli Stati membri dell’UE, che lavorano a stretto contatto con l’EMA nella rete europea di regolamentazione dei medicinali.

Il Comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA è responsabile della valutazione e del monitoraggio della sicurezza dei medicinali per uso umano. Istituito in linea con la legislazione sulla farmacovigilanza, entrata in vigore nel 2012 per contribuire a rafforzare il monitoraggio della sicurezza dei medicinali in tutta Europa, è responsabile della valutazione di tutti gli aspetti della gestione del rischio dei medicinali per uso umano.

I vaccini autorizzati
L’Agenzia Europea per i medicinali e l’AIFA hanno autorizzato due vaccini anti COVID-19 a m-RNA: Pfizer mRNA BNT162b2 (Comirnaty), il primo ad essere stato autorizzato in Unione Europea il 21 dicembre 2020 dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e il 22 dicembre dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), e il COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273, autorizzato il 6 gennaio dall’EMA e il 7 gennaio 2021 dall’AIFA, e due a vettore virale: Vaxzevria (ex COVID-19 Vaccine AstraZeneca), autorizzato il 29 gennaio 2021 dall’EMA e il 30 gennaio dall’AIFA e il Janssen di Johnson & Johnson, autorizzato dall’EMA l’11 marzo e dall’AIFA il 12 marzo 2021.

Gli effetti indesiderati
Una delle maggiori preoccupazioni riguarda la sicurezza dei vaccini. EpiCentro, sito web nato nel 2000 sotto la guida del Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica (LEB) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha redatto delle schede informative relative ai quattro vaccini autorizzati, riportando per ciascuno composizione ed effetti indesiderati, al fine di chiarire e tranquillizzare la popolazione.

Vaccino Comirnaty – BioNTech/Pfizer
Effetti indesiderati più comuni: dolore lieve-moderato a livello del sito di iniezione, arrossamento o gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza e mal di testa, febbre.

Effetti indesiderati più gravi: linfoadenopatia, problemi alla spalla in conseguenza dell’iniezione, aritmia ventricolare parossistica, parestesia alla gamba destra.

Vaccino Moderna
Effetti indesiderati più comuni: dolore nel sito di iniezione, affaticamento, mal di testa, mialgia, artralgia, brividi, nausea/vomito, ingrossamento e dolenzia dei linfonodi ascellari nello stesso braccio dell’iniezione, febbre, gonfiore e arrossamento nel sito di iniezione.

Vaccino Vaxzevria (ex Astrazeneca)
Effetti indesiderati più comuni: dolore e dolorabilità nel sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, sensazione generale di malessere, brividi, febbre, dolore alle articolazioni e nausea, vomito e diarrea (in meno di 1 persona su 10); diminuzione dell’appetito, vertigini, sudorazione, dolore addominale ed eruzione cutanea (in meno di 1 persona su 100).

Effetti indesiderati gravi. A seguito dei casi di trombosi verificatisi in alcuni soggetti, in una nota del 7 aprile 2021 il Comitato per la sicurezza dell’EMA (PRAC) ha fatto sapere che: “I coaguli di sangue insoliti con piastrine basse avrebbero dovuto essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria (ex AstraZeneca). Questi casi sono stati segnalati nella maggior parte dei casi in donne di età inferiore a 60 anni entro 2 settimane dalla vaccinazione. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati. Il COVID-19 è associato a un rischio di ospedalizzazione e morte. La combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse è molto rara e i benefici complessivi del vaccino nella prevenzione del COVID-19 superano i rischi degli effetti collaterali”.

In una nota del 14 aprile 2021, l’EMA ha rinnovato il suo impegno nel “continuare a monitorare i coaguli di sangue molto rari con bassi livelli di piastrine che si sono verificati dopo la vaccinazione con Vaxzevria. In linea con una richiesta del commissario dell’UE per la salute e la sicurezza alimentare, a seguito di una riunione dei ministri della sanità dell’UE l’EMA sta intraprendendo una revisione dei dati sulle vaccinazioni e dei dati sull’epidemiologia della malattia (compresi i tassi di infezione, ricoveri, morbilità e mortalità). La revisione del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA consentirà alle autorità di inserire i rischi di Vaxzevria nel contesto dei benefici delle campagne di vaccinazione in corso. Il Comitato valuterà anche se aggiornare le raccomandazioni per una seconda dose di Vaxzevria in coloro che hanno già ricevuto la prima dose. Ribadiamo che i benefici complessivi del vaccino continuano a superare i rischi nelle persone vaccinate”.

Vaccino Janssen
Effetti indesiderati più comuni: dolore nel sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, nausea e febbre alta. La maggior parte di questi effetti indesiderati si è verificata entro 1-2 giorni dalla vaccinazione ed è stata di gravità da lieve a moderata ed è durata 1-2 giorni.

Con una nota del 14 aprile 2021 la FDA (Food and Drug Administration) e il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) hanno raccomandato una pausa nell’uso del vaccino a causa dei sei casi segnalati al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) di un basso livello di piastrine nel sangue in combinazione con un tipo raro e grave di coagulo di sangue chiamato trombosi del seno venoso cerebrale (CVST) in individui che avevano ricevuto il vaccino Janssen COVID-19. Un individuo è morto. Tutti i casi si sono verificati in donne di età compresa tra 18 e 48 anni.

Gli effetti collaterali dei vaccini nel mondo
La campagna vaccinale è iniziata ormai da molto tempo. Ogni Paese ha dato proprie disposizioni relativamente al tipo di vaccino da somministrare alla popolazione.

In alcuni Paesi, però, alcuni vaccini sono stati sospesi a causa degli effetti collaterali scaturiti nei soggetti in cui sono stati inoculati. Si tratta di AstraZeneca e Johnson&Johnson.

Nonostante l’ok dell’EMA e dell’AIFA, alcuni paesi hanno deciso di sospenderli temporaneamente.

Africa
Al 15 marzo 2021 23,6 milioni di dosi di vaccino erano state distribuite nel continente. Ciò corrisponde a una copertura continentale di solo l’1,7%.

Il vaccino AstraZeneca, assegnato principalmente tramite la struttura COVAX, rappresenta 20,5 milioni (87%) di dosi ed è il principale vaccino utilizzato in Africa.

A causa dell’insorgere di coaguli di sangue in pazienti che avevano effettuato il vaccino anti-Covid 19, il Comitato Consultivo Globale dell’OMS per la sicurezza dei vaccini ha avviato un’indagine dalla quale è emerso che il legame tra il vaccino AstraZeneca e l’insorgenza di rari coaguli di sangue sarebbe plausibile, ma non potrebbe ancora essere confermato con assoluta certezza.

Nonostante tra le quasi 200 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca COVID-19 in tutto il mondo i casi di coaguli di sangue e piastrine basse siano stati estremamente bassi, il Comitato consultivo globale per la sicurezza dei vaccini dell’OMS ha fatto sapere che continuerà a “raccogliere e riesaminare ulteriori dati, monitorando attentamente il lancio di tutti i vaccini COVID-19. Insieme all’Africa CDC riteniamo che i benefici superino di gran lunga i rischi, per questo motivo pensiamo che i paesi africani dovrebbero continuare a vaccinare le persone con AstraZeneca”.

In Sud Africa, invece, l’8 febbraio 2021 è stato temporaneamente sospeso il programma di vaccinazione nazionale contro il COVID-19, che sarebbe dovuto partire il giorno successivo con oltre un milione di vaccini sviluppati da Oxford e AstraZeneca, importato dal Serum Institute of India, a causa dei risultati inefficaci contro la nuova variante 501Y v2. Tuttavia, il Paese ha prontamente lanciato la nuova campagna di vaccinazione anti COVID-19, utilizzando i vaccini J&J. Dopo aver ricevuto 80.000 dosi del vaccino, somministrato in dose singola e che ha dimostrato di essere efficace contro la variante sudafricana, a partire dal 17 febbraio il Paese ha iniziato le vaccinazioni.

Asia
La Thailandia ha avviato il suo programma di vaccinazione nazionale il 1° marzo, con l’obiettivo di inoculare 31,5 milioni di persone, ovvero il 45% di 69 milioni di persone del paese, entro la fine dell’anno.

Finora sono state inoculate circa 73.500 persone, secondo il Center for COVID-19 Situation Administration. Di quel totale, circa 830 persone, o circa l’1,13% di coloro che hanno ricevuto iniezioni, hanno avuto effetti collaterali dai due vaccini che il governo ha importato per la prima fase del lancio, uno sviluppato dalla cinese Sinovac e l’altro dalla britannica AstraZeneca.

A Hong Kong, dove viene somministrato il vaccino cinese Sinovac Biotech, a marzo 2021 sono state riportate tre morti e tre malattie gravi tra le oltre 130.000 persone vaccinate fino ad oggi. Nonostante il numero basso di eventi avversi, la corsa alle vaccinazioni in Giappone ha subito uno stop a causa della crescente preoccupazione tra la popolazione.

Tra i paesi con il tasso vaccinale più avanzato troviamo Israele che, delle 20 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca, ad aprile ha segnalato 79 casi di coaguli di sangue, di cui 19 persone sono morte. Ma ad oggi è l’unico paese, insieme al Regno Unito, a essere ad un passo dall’immunità di gregge.

In India il regolatore dei farmaci del Paese ha dato il via libera a due vaccini: uno sviluppato da AstraZeneca con l’Università di Oxford (Covishield) e uno dall’azienda indiana Bharat Biotech (Covaxin). Dal 16 gennaio, data del lancio della prima fase della campagna vaccinale, oltre 90 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose, mentre oltre 11 milioni di persone le hanno ricevute entrambe. Finora il Paese ha segnalato 18.060 casi di effetti collaterali verificatisi a seguito della vaccinazione. Tra questi i più comuni: ansia, vertigini, febbre e dolori muscolari. I report redatti dal governo fino al 29 marzo hanno segnalato 617 casi di effetti gravi, di cui 180 decessi avvenuti a seguito della vaccinazione. A seguito di alcune indagini governative, è emerso che i decessi si erano verificati nei casi in cui la persona soffriva di problemi cardiaci, ipertensione e diabete.

In Giappone il Ministero della Salute, analizzando i report di marzo, ha individuato 204 casi di anafilassi, a seguito della somministrazione di Pfizer, per milione di vaccinazioni.

A fine marzo l’Indonesia aveva annunciato la ripresa delle vaccinazioni con AstraZeneca a seguito di una breve interruzione intercorsa a causa della segnalazione di effetti collaterali. Gli effetti indesiderati presentati da diverse persone – su un totale di 3.990 – quali febbre brividi, dolori muscolari e ossei, nausea e vomito si sono verificati in forma lieve e sono scomparsi dopo qualche giorno.

Nelle Filippine, in cui sono due i vaccini attualmente in uso Sinovac e AstraZeneca, dei 240mila vaccinati fino ad ora,  solo 7.469 hanno manifestato “reazioni avverse”. Nella maggior parte dei casi si è trattato di sintomi lievi quali: brividi, fastidio al torace, affaticamento, mal di testa e vertigini. Nonostante nel Paese non si siano verificati casi di coaguli, a seguito della comunicazione da parte dell’EMA secondo cui i casi di insoliti coaguli di sangue segnalati in Europa sarebbero forse “effetti collaterali molto rari” del vaccino, il Dipartimento della Salute delle Filippine ha sospeso temporaneamente la somministrazione del  vaccino.

Mentre la Corea del Nord sembra essere sfuggita completamente alla pandemia, in Corea del Sud su un totale di 60,569 persone vaccinate soltanto tre persone avrebbero sviluppato coaguli di sangue, con un caso correlato al vaccino.

Tra i paesi che non hanno registrato danni collaterali nei soggetti a cui sono state somministrate dosi di vaccino anti-COVID 19 (AstraZeneca ed altri) troviamo: Arabia Saudita, Giordania, Iraq e Oman.

Europa
Secondo l’EMA, su 34 milioni di iniezioni di AstraZeneca effettuate nella Spazio economico europeo (UE, Islanda, Norvegia, Liechtenstein) e in Gran Bretagna, al 4 aprile sarebbero stati segnalati duecentoventidue casi di trombosi atipiche.

Tra i paesi che hanno segnalato casi di coaguli di sangue tra le persone vaccinate, e che a fine marzo 2021 hanno deciso di procedere alla sospensione del vaccino, troviamo: Svezia, Germania, Francia, Austria, Danimarca e Norvegia (con sei casi segnalati di coagulazione e trombocitopenia), Italia, Germania (che ha annunciato che non offrirà più il vaccino AstraZeneca a due dosi a persone di età inferiore ai 60 anni a causa delle preoccupazioni su un possibile collegamento a rari casi di coaguli di sangue).

In Norvegia già a gennaio 2021 erano stati segnalati dei casi gravi: ventitre pazienti erano deceduti dopo aver ricevuto il vaccino Pfizer BioNTec. A seguito di accertamenti da parte dell’Agenzia norvegese per i medicinali (NOMA), è emerso che si trattava di pazienti fragili e con un quadro clinico già compromesso.

In Danimarca l’Autorità Sanitaria Danese ha sospeso la sua campagna di vaccinazione con Vaxzevria (ex AstraZeneca). La decisione è stata presa come misura precauzionale mentre è in corso un’indagine completa a seguito delle segnalazioni di coaguli di sangue nelle persone che hanno ricevuto il vaccino, incluso un caso in Danimarca in cui una persona è morta. Anche alcuni altri Stati membri hanno sospeso la vaccinazione con questo vaccino.

Al momento non sarebbero però stati trovati elementi che farebbero pensare ad una correlazione.

Il PRAC sta esaminando tutti i casi segnalati dopo la vaccinazione con AstraZeneca.

Al 10 marzo 2021 sono stati segnalati trenta casi segnalati in EudraVigilance di eventi tromboembolici tra le quasi 5 milioni di persone vaccinate con il vaccino COVID-19 AstraZeneca nello Spazio economico europeo. L’EMA ha assicurato che, a mano a mano che la valutazione procede, comunicherà gli aggiornamenti.

La Spagna, dopo aver somministrato quasi un milione di vaccini, nel mese di marzo ha riportato tre casi di trombosi tra i destinati del vaccino AstraZeneca, uno dei quali deceduto.

Effetti collaterali sono stati registrati anche in Russia in alcuni soggetti vaccinati con Sputnik V. Il 9 aprile sono stati segnalati quattro decessi e rilevati effetti collaterali gravi in altri sei cittadini. L’EMA ha quindi immediatamente dato disposizione di approfondire l’accaduto e lanciato la revisione sul lotto vaccinale.

In Italia – secondo quanto riportato da AIFA – sono stati undici i casi di persone che hanno sviluppato uno dei due tipi di coaguli di sangue dopo la somministrazione AstraZeneca: trombosi del seno venoso cerebrale (CVST) e trombosi che coinvolge più vasi sanguigni. Di queste undici persone, quattro sono morte.

Nel Regno Unito sono stati segnalati trenta casi di CSVT – sette dei quali fatali – tra le 18 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino.

Tra i paesi che invece non hanno segnalato controindicazioni gravi, ma hanno deciso comunque di procedere alla sospensione temporanea e a scopo precauzionale del vaccino ci sono: Islanda, Bulgaria, Irlanda, Cipro, Portogallo, Lettonia, Slovenia, Svezia, Lussemburgo.

America
Circa 77 milioni di persone negli Stati Uniti sono state completamente vaccinate contro Covid.

Alcuni paesi hanno registrato reazioni avverse ai vaccini nel periodo compreso tra dicembre 2020 e gennaio 2021 e riguardavano i vaccini Moderna e Pfizer, come rilevato da due ricerche del National Center for Biotechnology Information. Le reazioni allergiche rilevate riguardavano dieci casi di anafilassi in soggetti che però presentavano una documentata storia di allergie o reazioni allergiche.

Le reazioni avverse più gravi sono invece state registrate a Washington e in Canada.

Il 15 aprile Washington ha deciso di sospendere la somministrazione del vaccino Johnson & Johnson dopo che sono emersi rari disturbi della coagulazione del sangue in sei pazienti. Sono più di sette milioni le persone che negli USA hanno ricevuto finora il vaccino J&J. A seguito degli episodi verificatisi, il Centers for Disease Control and Prevention ha deciso di sospendere momentaneamente il vaccino e di effettuare i dovuti controlli. L’EMA ha dichiarato che potrebbe prendere una decisione già a partire dal 19 aprile e che “deciderà se procedere con un’azione normativa”.

In Canada il primo caso confermato di un coagulo sanguigno raro, ma potenzialmente fatale, presentatosi a seguito della somministrazione di AstraZeneca è stato registrato il 13 aprile, a fronte delle quasi 500.00 dosi somministrate fino ad oggi. La Public Health Agency del Canada ha fatto sapere che si è trattato del primo caso in Quebec.

Diversa è la situazione in Sudamerica, dove non solo la pandemia ha causato e continua a causare il numero più alto di morti in tutto il mondo, ma presenta anche un duplice problema in termini di distribuzione dei vaccini e che riguarda da un lato la disomogeneità da paese a paese, dall’altro il fatto che questa proceda a rilento a causa anche della sospensione di alcuni lotti dovuta agli effetti collaterali post-vaccino sviluppati in alcuni soggetti.

Oceania

Il sistema di monitoraggio di sicurezza dei vaccini australiano: l’AusVaxSafety
Il lancio nazionale dei vaccini COVID-19 è iniziato il 22 febbraio 2021.

AusVaxSafety, che sta conducendo un monitoraggio completo della sicurezza attiva di tutti i vaccini COVID-19 utilizzati in Australia, che al momento sono due Comirnaty e AstraZeneca, sta utilizzando il suo sistema di sorveglianza attiva consolidato per monitorare gli eventi avversi a seguito dell’immunizzazione nelle persone che ricevono il vaccino COVID-19. Ciò aiuta a facilitare la diagnosi precoce di potenziali problemi di sicurezza del vaccino attraverso le risposte a un breve sondaggio nei giorni successivi alla vaccinazione, inviato tramite un SMS automatico o un’e-mail. I sondaggi vengono inviati collaborando con gli strumenti di sorveglianza AusVaxSafety Smartvax e Vaxtracker e, in alcuni casi, vengono inviati direttamente da nuovi sistemi di gestione dei pazienti.

Il sistema di sorveglianza della sicurezza dei vaccini attivi AusVaxSafety integra le attività di sorveglianza della sicurezza potenziate dell’Amministrazione dei beni terapeutici (TGA).

La TGA raccoglie e valuta le segnalazioni di sospetti effetti collaterali a seguito dell’inizio del programma vaccinale COVID-19 in Australia.

Effetti collaterali post-vaccino verificatisi in Australia
Alla fine del 28 febbraio 2021 la TGA aveva ricevuto 79 segnalazioni di sospetti eventi avversi correlati al vaccino COVID-19. Le segnalazioni ricevute finora rientrano nelle normali aspettative per qualsiasi vaccino.

L’unico grave effetto collaterale al vaccino è stato registrato il 16 aprile 2021: una donna è morta per un coagulo di sangue probabilmente legato al vaccino AstraZeneca. Il caso è il terzo della rara malattia della coagulazione del sangue legata al vaccino in Australia, ma si tratta del primo decesso. Nella sua dichiarazione il TGA ha sottolineato che il caso sarebbe stato “complicato dalle condizioni mediche di base del paziente, tra cui il diabete e altre condizioni mediche e caratteristiche atipiche”.

Comparazione con i vaccini normali: quali rischi ci sono?
Così come per qualsiasi vaccino, anche quelli per il Covid-19 non sono esenti dal causare effetti collaterali. I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. Tutti i medicinali, compresi i vaccini, vengono attentamente monitorati nell’UE dopo essere stati autorizzati e immessi sul mercato. Statisticamente, gli effetti collaterali sono rari o molto rari e, nella maggior parte dei casi, scompaiono dopo qualche giorno.

In Europa si è riusciti a velocizzare l’iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non tutti ‘in blocco’ e alla fine.

La sicurezza e l’efficacia dei vaccini COVID-19 autorizzati saranno rigorosamente monitorate, come per tutti i medicinali, attraverso il sistema di monitoraggio dei medicinali stabilito dall’UE. Durante la pandemia l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha implementato misure eccezionali per massimizzare la trasparenza delle sue attività normative sui trattamenti e sui vaccini per COVID-19 approvati o in corso di valutazione.

L’EMA sta raggiungendo questo obiettivo abbreviando i tempi di pubblicazione standard e pubblicando informazioni che normalmente non pubblica per altri medicinali.

Queste misure mirano a soddisfare il forte interesse per le informazioni e a sostenere la ricerca globale sui farmaci COVID-19. Sono in aggiunta alle informazioni che normalmente l’EMA pubblica sui medicinali per uso umano.

Il monitoraggio della sicurezza e dell’efficacia dei vaccini, dopo l’autorizzazione, è un requisito ai sensi del diritto dell’UE e una pietra angolare del sistema di farmacovigilanza dell’UE relativo all’individuazione, valutazione, comprensione e prevenzione degli effetti avversi o di qualsiasi altro problema correlato ai medicinali. Il sistema è esattamente lo stesso di una normale autorizzazione all’immissione in commercio.

La sicurezza e l’efficacia dei vaccini che hanno ricevuto autorizzazioni condizionali all’immissione in commercio sono rigorosamente monitorate, come per tutti i medicinali, attraverso il sistema di monitoraggio dei medicinali stabilito dall’UE.

Inoltre sono in atto misure speciali per raccogliere e valutare rapidamente nuove informazioni. Ad esempio, i produttori di solito devono inviare una relazione sulla sicurezza all’Agenzia europea per i medicinali ogni sei mesi.Per i vaccini COVID-19, i rapporti sulla sicurezza devono essere inviati ogni mese.

L’Agenzia europea per i medicinali istituirà un ulteriore monitoraggio della sicurezza su larga scala dato il numero eccezionalmente elevato di persone che dovrebbero ricevere i vaccini.

Nonostante siano stati rilevati effetti collaterali EMA e AIFA, di comune accordo, hanno sottolineato come i benefici dei vaccini superino di gran lunga i rischi. A dimostrarlo sono il Regno Unito e Israele, gli unici due paesi che grazie al record di somministrazioni sono ad un passo dal raggiungimento dell’immunità di gregge. Un traguardo che molti altri paesi, sulla scia dell’esempio inglese e israeliano, potranno raggiungere soltanto se continueranno la campagna di vaccinazione e a riporre fiducia nella scienza.

Coraline Gangai