PANDEMIA. Creati in Cina nuovi anticorpi per battere Omicron

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I ricercatori della Fudan University di Shangai, durante uno studio di altra malattia, avrebbero sintetizzato un nuovo anticorpo da componenti di due diversi anticorpi prodotti da cellule immunitarie umane.

Stando a quanto riporta Scmp, questo nuovo tipo di anticorpo potrebbe neutralizzare Omicron e le future varianti di coronavirus.

Il nuovo anticorpo è stato sintetizzato da componenti di due diversi anticorpi prodotti da cellule immunitarie umane. Quando usati nelle loro forme naturali, questi anticorpi erano inutili contro la variante Omicron di Sars-CoV-2, il virus che causa il Covid-19.

Ma la versione sintonizzata a Shangai ha fatto breccia nella linea di difesa di Omicron. Il team ha riportato il suo lavoro in un documento, Combating the Sars-CoV-2 Omicron variant with non-Omicron neutralising antibodies pubblicato sul sito web Biorxiv preprint. Il documento non è stato sottoposto a peer review.

Il trattamento anticorpale ha giocato un ruolo importante nella lotta contro la pandemia: milioni di americani, ad esempio, sono stati trattati con farmaci a base di anticorpi monoclonali. La Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha revocato l’autorizzazione di emergenza per questi farmaci il mese scorso, perché non funzionano più contro Omicron.

Un team di ricerca della University of Washington School of Medicine di Seattle ha riferito la scorsa settimana di aver scoperto un anticorpo per Omicron, ma sono pochi i candidati adatti.

La scoperta del team cinese è stata una sorpresa perché la tecnologia degli anticorpi bispecifici – in grado di legarsi a due antigeni – che hanno usato non è stata sviluppata per Omicron, ma per un’altra malattia infettiva, che non è stata identificata.

Dopo molti fallimenti, hanno ottenuto 10 anticorpi artificiali di appena il 10% più grandi di un tipico anticorpo di origine naturale, secondo i ricercatori cinesi.

Otto di questi anticorpi possono colpire Omicron e altre varianti con una serie di mosse complesse. Dopo aver preso contatto iniziale con la proteina spike del virus con un’estremità, per esempio, l’anticorpo usa un’altra estremità per “accarezzare” la superficie dello spike, allargando l’area di interfaccia in modo che più anticorpi possano legarsi al virus.

I componenti, pur essendo da diversi anticorpi naturali, «hanno ruoli di collaborazione nel processo di neutralizzazione», si legge nel documento I ricercatori hanno testato questi anticorpi contro una variante viva di Omicron con una nuova mutazione per eludere l’attacco immunitario, e hanno scoperto che funzionavano altrettanto bene.

Gli anticorpi bispecifici possono anche neutralizzare ceppi precedenti tra cui Delta, e la Severe Acute Respiratory Syndrome e anche alcuni coronavirus portati dai pipistrelli.

I risultati hanno suggerito che questi nuovi anticorpi hanno molto potenziale per affrontare nuove varianti in futuro, secondo i ricercatori.

Antonio Albanese