PANDEMIA. CoronaVac e Sinopharm non funzionano con Omicron

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I vaccini cinesi CoronaVac e Sinopharm non sarebbero in grado di neutralizzare la variante Omicron del Covid 19.

Tale affermazione proviene dal risultato di due studi condotti nelle ultime settimane.

Per quanto riguarda il primo vaccino prodotto dalla casa farmaceutica Sinovac, uno studio dell’Università di Hong Kong svolto su un campione di 25 individui vaccinati con una doppia dose del preparato, ha evidenziato che questo non è stato in grado di neutralizzare la variante Omicron, rendendo dunque evidente che queste persone avranno bisogno di una o più dosi booster per migliorare la propria protezione.

Non è la prima volta che l’efficacia del vaccino Sinovac viene sconfessata da studi scientifici.

Stessa sorte, se non peggiore, sembra toccare a Sinopharm, il quale in ulteriori studi ha dimostrato non produrre alcuna risposta anticorpale contro l’infezione da variante Omicron.

Tale notizia è particolarmente preoccupante, poiché quasi 2,3 miliardi di persone sono state immunizzate con questi 2 vaccini prodotti dal Dragone.

Interessante notare che uno dei paesi dove si è particolarmente utilizzato il vaccino CoronaVac della Sinovac, è il Sud Africa, paese di origine della variante Omicron.

Gli studi in questione sono i primi riguardanti la scarsa efficacia di questi preparati contro la variante Omicron, tuttavia, se confermati, mettono in serio pericolo la campagna vaccinale mondiale, poiché parecchi stati dell’Africa e del Sud America hanno effettuato la campagna vaccinale proprio con questi preparati, visti i prezzi politici concessi da Pechino e l’alta reperibilità del preparato.

Lo stesso problema riguarda anche la Repubblica Popolare Cinese, la quale ha finora condotto una politica “0 casi” con imponenti lockdown e chiusure delle frontiere: la campagna vaccinale che ha riguardato 1,4 miliardi di persone e si è svolta principalmente con il preparato di Sinovac.

Non certo un’ottima notizia per il Dragone a poche settimane dalla Olimpiadi invernali che si terranno proprio nella Capitale cinese.

Salvatore Nicoletta