Islamabad vuole il Mullah Fazlullah

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PAKISTAN – Islamabad 20/06/2014. Il Pakistan avrebbe chiesto alle autorità afghane l’estradizione del Mullah Fazlullah, emiro del “Tehrik-i-Taliban Pakistan” (TTP), e lo smantellamento delle basi del gruppo terroristico nelle province del Nuristan e di Kunar.

La richiesta di estradizione sarebbe avvenuta in occasione dell’incontro di mercoledì 18 giugno tra Mahmud Khan Achakzai, inviato del Primo Ministro pakistano Nawaz Sharif, e il Presidente afghano Hamid Karzai. Scopo principale della visita di Achakzai in Afghanistan era quello di ottenere dalle autorità di Kabul la disponibilità a cooperare nell’ambito delle operazioni anti-terrorismo in corso dal 15 giugno nell’agenzia tribale del Nord Waziristan, base operativa del TTP e di altri gruppi terroristici, tra i quali il “Movimento Islamico dell’Uzbekistan” e il “Movimento Islamico del Turkestan Orientale” (formazione composta in prevalenza da uiguri impegnati nella lotta per l’indipendenza della provincia cinese dello Xinjiang).
I raid aerei compiuti dalle forze armate pakistane (l’intervento delle truppe di terra è previsto in un secondo momento) hanno sinora provocato circa 250 morti, tra cui molti stranieri. Intanto, il numero degli sfollati, prevalentemente localizzati nel Khyber Pakhtunkhwa e nelle province afghane di confine, avrebbe già raggiunto quota 100.000, una vera e propria emergenza umanitaria che potrebbe avere serie ripercussioni sul quadro socio-economico del Paese.
In occasione dell’incontro del 18 giugno, l’inviato speciale del capo del governo pakistano avrebbe chiesto a Karzai di porre fine al sostegno sinora offerto al TTP, condizione imprescindibile per il successo delle operazioni in corso nel Nord Waziristan. Secondo le autorità pakistane, infatti, l’intelligence di Kabul avrebbe in questi anni stabilito stretto legami con il gruppo terroristico, offrendo rifugio al suo leader e ad altri quadri del TTP, allo scopo di controbilanciare il presunto sostegno offerto da Islamabad ai Taliban afghani e al network degli Haqqani. La politica pakistana di sostenere gruppi terroristici al fine di accrescere la propria influenza sulla regione risale alla fine degli anni ’70, quando l’invasione dell’Afghanistan da parte delle truppe sovietiche trasformò il Pakistan in un vero e proprio hub dello jihadismo internazionale, accelerando il processo di “islamizzazione” del Paese.
Al termine dell’incontro, il Presidente Karzai avrebbe dato la propria disponibilità a intensificare la cooperazione con il governo pakistano nell’ambito della lotta al terrorismo, comunicando telefonicamente la propria decisione a Nawaz Sharif. Nei prossimi giorni, una delegazione afghana dovrebbe recarsi a Islamabad per consegnare al Primo Ministro pakistano una lettera di Karzai, contenente alcune proposte concrete sulle modalità di cooperazione tra le parti. Non è ancora chiaro, tuttavia, se l’Afghanistan accetterà o meno di consegnare il Mullah Fazlullah alle autorità pakistane e se verranno adottate misure concrete per smantellare le basi del TTP nell’est del Paese.
Negli ultimi anni, i rapporti tra Pakistan e Afghanistan sono stati caratterizzati da una reciproca diffidenza, sfociando periodicamente in scontri a fuoco tra le guardie di frontiera. Il confine tra i due Paesi, la cosiddetta “Linea Durand” (tracciata dagli inglesi nel 1893), non è mai stato riconosciuto da Kabul come legittimo, in ragione della presunta arbitrarietà con la quale separerebbe la comunità di etnia pashtun che da secoli risiede nella regione. L’Afghanistan fu l’unico Paese a votare contro l’ammissione del Pakistan alle Nazioni Unite nel 1947, a dimostrazione di un rapporto da sempre molto travagliato e reso ancora più difficile dagli stretti legami stabiliti con l’India negli ultimi anni.
Le operazioni nel Nord Waziristan potrebbero rappresentare un importante punto di svolta per la regione, soprattutto in vista del ritiro delle truppe internazionali dall’Afghanistan. Un loro eventuale successo ridurrebbe certamente le minacce per la stabilità del Pakistan. Tuttavia, è ancora presto per dire se simili benefici potrebbero riguardare anche l’Afghanistan e gli altri Paesi della regione. Perché ciò si realizzasse, sarebbe necessaria una profonda trasformazione del paradigma di politica estera sinora adottato dal Pakistan, con inevitabili ripercussioni sull’equilibrio di potere interno, in particolare sulla natura dei rapporti tra forze militari e autorità civili. Progressi in tal senso sono stati compiuti negli ultimi anni, ma ancora troppo esigui perché possa concretizzarsi un simile scenario.