PAKISTAN. Islamabad caccia i migranti afgani

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Il 1° novembre è la scadenza fissata dal Pakistan per consentire ai migranti afghani privi di documenti di lasciare il Paese. Il governo talebano in Afghanistan ha detto che circa 60.000 afghani sono tornati tra il 23 settembre e il 22 ottobre dal Pakistan, che ha annunciato il 4 ottobre che espellerà i migranti privi di documenti che non partono.

I recenti dati giornalieri sui rimpatriati sono tre volte più alti del normale, ha detto il 26 ottobre il portavoce del ministero dei rifugiati talebani Abdul Mutaleb Haqqani, riporta Reuters.

Il ministero degli Esteri pakistano ha affermato in un comunicato che il piano di espulsione è conforme alle norme e ai principi internazionali. Secondo Islamabad, il Pakistan ospita oltre 4 milioni di migranti e rifugiati afgani, di cui circa 1,7 milioni sono privi di documenti. Gli afghani costituiscono la porzione più grande dei migranti: molti sono arrivati dopo che i talebani hanno ripreso l’Afghanistan nel 2021, ma un gran numero è presente dall’invasione sovietica del 1979.

La minaccia di espulsione è arrivata dopo gli attentati suicidi di quest’anno che il governo, senza fornire prove, ha affermato coinvolgevano afgani. Islamabad li ha anche accusati di contrabbando e di altri attacchi terroristici.

Il Pakistan, a corto di liquidità, alle prese con un’inflazione record e un duro programma di salvataggio del Fondo monetario internazionale, afferma anche che i migranti privi di documenti hanno prosciugato le sue risorse per decenni.

All’inizio di settembre, una media di 300 persone hanno attraversato il confine con l’Afghanistan ogni giorno, secondo le organizzazioni internazionali che lavorano sulle questioni migratorie. Dopo che Islamabad ha annunciato la scadenza di novembre, i transiti sono balzati a circa 4.000, hanno detto le organizzazioni.

Queste cifre sono piccole rispetto al numero di persone che saranno colpite nei prossimi giorni. Il ministero dell’Informazione della provincia del Balochistan, che confina con l’Afghanistan, ha detto che sta aprendo altri tre valichi di frontiera. Per settimane, la televisione statale ha trasmesso in alto sui suoi schermi il conto alla rovescia fino al 1° novembre.

Il ministro federale degli Interni Sarfaraz Bugti ha avvertito che le forze dell’ordine inizieranno a rimuovere “gli immigrati illegali che non hanno… alcuna giustificazione” dal loro soggiorno in Pakistan subito dopo la scadenza.

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati Unhcr e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, Oim, hanno affermato che i piani del Pakistan creano “gravi rischi per la protezione” delle donne e delle ragazze costrette a partire.

Anche se il Pakistan afferma che non prenderà di mira gli afghani con status legale, secondo i sostenitori dei migranti anche molti con documenti in regola si ritrovano nel mirino.

I dati Unhcr mostrano che 14.700 afgani documentati hanno lasciato il Pakistan al 18 ottobre 2023, più del doppio dei 6.039 dell’intero anno scorso. L’agenzia Onu ha affermato in un comunicato che il 78% degli afgani recentemente rientrati con cui ha parlato ha citato il timore di essere arrestati in Pakistan come motivo della loro partenza.

Ci sono più di 2,2 milioni di migranti afgani in Pakistan con una qualche forma di documentazione riconosciuta dal governo che conferisce diritti di residenza temporanea.

Circa 1,4 milioni di loro sono in possesso di carte Proof of Registration (PoR) scadute il 30 giugno, il che li rende vulnerabili. Islamabad dice che non prenderà provvedimenti contro le persone con carte non valide, ma le molestie della polizia sono aumentate dopo la minaccia di espulsione.

In Afghanistan, l’afflusso di migranti e rifugiati di ritorno ha esercitato pressione su risorse già limitate, messe a dura prova dalle sanzioni internazionali sul settore bancario e dai tagli agli aiuti esteri dopo la presa del potere dei talebani.

Il ministero afghano dei Rifugiati afferma che intende registrare i rimpatriati e poi ospitarli in campi temporanei. L’amministrazione talebana ha detto che cercherà di trovare lavoro ai rimpatriati.

Secondo la Banca Mondiale, il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato dal periodo immediatamente precedente la presa del potere da parte dei talebani fino al giugno 2023. Le agenzie delle Nazioni Unite affermano che circa due terzi della popolazione ha bisogno di aiuti umanitari.

Tommaso Dal Passo

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