PAKISTAN. Esplode il mercato delle armi USA e NATO lasciate in Afghanistan

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Le armi abbandonate dalle forze Usa e Nato in ritirata dall’Afghanistan sono ora in vendita nei mercati illegali di armi nelle aree tribali lungo il confine pakistano-afghano. In questi mercati “fanno la spesa” i gruppi militanti che operano in Pakistan, come dimostrano i recenti attacchi alle forze di sicurezza pakistane in cui i militanti hanno usato armi occidentali.

Queste armi oltre a mettere a rischio grave la sicurezza dell’area, Pakistan in primis, potrebbero anche aggravare le già deteriorate relazioni Pakistan-Afghanistan. L’anno scorso, la dogana pakistana ha sventato vari tentativi di contrabbandare armi statunitensi e della Nato nel paese dall’Afghanistan, riporta AT.

All’inizio di febbraio, gli attacchi a due campi militari, Noshki e Panjgur, dell’Esercito di Liberazione del Balochistan, Bla, gruppo separatista nella provincia pakistana del Balochistan, hanno messo in evidenza la disponibilità di tecnologia di combattimento degli Stati Uniti per i gruppi armati con base in Afghanistan. I combattenti del Bla che hanno preso d’assalto i campi paramilitari erano armati con equipaggiamento militare ad alta tecnologia, di gran lunga superiore a quello portato dai soldati dell’esercito pakistano che, secondo i rapporti, hanno combattuto pesantemente per difendere le loro posizioni. Le agenzie di sicurezza pakistane hanno scoperto che i separatisti Baloch hanno usato armi di fabbricazione statunitense, che secondo loro le forze occidentali hanno lasciato in Afghanistan.

Il successo degli attacchi a Noshki e Panjgur, dove almeno 12 soldati e nove militanti sono stati uccisi, si deve alla precisione e all’accuratezza delle armi usate dai militanti, ha detto l’indagine e ammesso dal ministro dell’Interno pakistano Sheikh Rasheed Ahmad.

In particolare, i separatisti Baloch erano dotati di laser a doppio fascio di puntamento che possono essere collegati a qualsiasi arma per un fuoco accurato nell’oscurità.

I militanti portavano anche dispositivi di visione notturna sulla testa, che permettevano loro di mirare con precisione ai soldati pakistani. Oltre a questo, mirini termici che possono leggere le firme del corpo per fare distinzioni di tiro nel buio.

A ottobre 2021, stando al New York Times, le armi americane venivano vendute apertamente nei negozi da trafficanti d’armi afgani che pagavano i soldati del governo di allora e i combattenti talebani per l’attrezzatura. A Kandahar, decine di afgani hanno aperto negozi nel sud dell’Afghanistan per vendere pistole, fucili, granate, binocoli e occhiali per la visione notturna di fabbricazione americana; l’equipaggiamento è stato originariamente fornito alle forze di sicurezza afgane nell’ambito di un programma di formazione e assistenza degli Stati Uniti che è costato ai contribuenti americani più di 83 miliardi di dollari in due decenni di guerra; a Landikotal, la più remota città principale del Pakistan lungo la linea Durand nel distretto tribale di Khyber, la vendita di armi prodotte negli Stati Uniti è un business fiorente in un’economia altrimenti moribonda.

Fucili, fucili da cecchino a lungo raggio, pistole, occhiali per la visione notturna, binocoli, pugnali, granate, uniformi militari e munizioni scartate dagli Stati Uniti o cedute dalle truppe afgane sono apertamente in mostra nei negozi di armi. I commercianti di armi e i funzionari della sicurezza dicono che le armi sono spesso contrabbandate dall’Afghanistan al Pakistan in camion che trasportano frutta e verdura.

Questi camion passano attraverso i valichi di frontiera di Torkham (Khyber Agency), Chaman (Balochistan), Ghulam Khan (Nord Waziristan) e Nawa Pass (Bajaur Agency), eludendo l’apparato di sicurezza a più livelli delle forze di confine, dei funzionari doganali e della polizia.

Antonio Albanese