PAKISTAN. COVID-19 porta al collasso finanziario Islamabad

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Le difficoltà finanziarie del Pakistan stanno andando di male in peggio con l’aumento del deficit fiscale nazionale a oltre il 7% del prodotto interno lordo e potrebbero superare il 9-10% mentre le entrate statali si prosciugano in mezzo alla devastazione economica di Covid-19. Approvato dall’Assemblea Nazionale il 29 giugno, il bilancio del Pakistan per il periodo 2020-21 si distingue per un deficit fiscale di 3,4 trilioni di rupie che, secondo i funzionari, sarà colmato principalmente dai prestiti bancari.

Il nuovo bilancio taglia i sussidi, aumenta i prelievi sul petrolio, limita gli stipendi e le pensioni, e taglia la quota delle entrate statali delle province in un’offerta risicata per bloccare il deficit galoppante, riporta Asia Times.

La rapida crescita della spesa per la Difesa, che riflette la forte influenza dell’esercito sul governo di coalizione del primo Ministro Imran Khan, e le elevate passività per il servizio del debito, nel frattempo, rischieranno di prosciugare le casse statali in un momento in cui l’economia ha un disperato bisogno di un’infusione fiscale che stimoli la crescita. Negli ultimi due anni, in coincidenza con il rallentamento della crescita economica, il governo guidato da Khan, ha aggiunto quasi 22 miliardi di dollari al debito internazionale precedente.

Questa cifra comprende 5,5 miliardi di dollari di prestiti da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, 6,7 miliardi di dollari dalla Cina e 4,8 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Asiatica di Sviluppo.

Anche il Pakistan ha cercato e recentemente ha ricevuto 1,39 miliardi di dollari dal Fai nell’ambito di uno strumento di finanziamento rapido per ammortizzare gli shock economici causati dall’epidemia di Covid-19. Questa iniezione, tuttavia, non sarà probabilmente sufficiente a contenere l’inflazione, che è aumentata dell’11,8% da luglio a marzo 2020, secondo la Banca Mondiale.

La responsabilità politica e amministrativa è del governo di Khan se in due anni il debito interno del Pakistan è salito del 35% a 22,5 trilioni di rupie a fine marzo, accumulando 5,94 trilioni di debiti interni.

Lo slittamento delle entrate e l’evasione fiscale endemica, anche da parte di settori politicamente influenti, come il settore immobiliare e militari di alto livello, hanno aggiunto un carico pesante al debito.

Il deprezzamento della rupia pakistana del 7,3% rispetto al dollaro, sta ostacolando la capacità del governo di far fronte all’onere del debito estero. A fine marzo le riserve estere ammontavano a 13,2 miliardi di dollari, sufficienti a coprire solo 3,5 mesi e mezzo di importazioni. La pandemia non ha fato che peggiorare le cose.

Khan recentemente ha detto che il Pakistan ha già affrontato una crisi di liquidità prima dell’epidemia di coronavirus e che il governo deve lanciare un pacchetto di «rilancio e sopravvivenza per salvare l’economia, garantendo al contempo una più equa distribuzione delle risorse».

Per coprire il nuovo deficit di bilancio, il governo prenderà in prestito 3 trilioni di rupie dalle banche commerciali sotto forma di titoli del tesoro e di obbligazioni sovrane a tre mesi o vent’anni, secondo la Banca di Stato del Pakistan. Allo stesso tempo, la Bsp ha detto che circa il 66%, ovvero 1,98 trilioni di rupie saranno necessari solo per la copertura dei debiti interni in scadenza. Il budget include un obiettivo di 6,57 trilioni di rupie per il nuovo anno finanziario.

Di questo importo, 2,87 trilioni di rupie saranno distribuiti alle province, lasciando il resto alla Difesa nazionale, al servizio del debito, all’amministrazione generale e allo sviluppo.

Graziella Giangiulio