PAESI BASSI. Restituiremo tutti i beni artistici sottratti alle colonie

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Il governo olandese ha approvato un piano per restituire i manufatti rimossi dalle ex colonie, adottando le raccomandazioni di una commissione consultiva che ha chiesto di «riconoscere che è stata fatta un’ingiustizia alle popolazioni locali degli ex territori coloniali quando gli oggetti culturali sono stati presi contro la loro volontà».

La commissione, presieduta da Lilian Gonçalves-Ho Kang You, riporta The Art News, l’anno scorso ha raccomandato che i musei non solo prendano in considerazione le richieste per gli oggetti noti per essere stati saccheggiati, ma anche le richieste per la restituzione di quelli che non hanno documenti di provenienza completi, soprattutto nei casi in cui gli oggetti sono di «importanza culturale, storica o religiosa per il paese di origine».

Anche se il governo olandese si è dimesso il 15 gennaio in risposta allo scandalo degli ispettori fiscali che hanno ingiustamente penalizzato migliaia di famiglie, il primo Ministro Mark Rutte e il suo gabinetto rimangono in carica per l’ordinaria amministrazione fino alle elezioni generali previste per marzo. Ingrid van Engelshoven, il ministro dell’Educazione, della cultura e della scienza, ha annunciato l’adozione del rapporto del comitato consultivo il 29 gennaio: «Dobbiamo trattare le collezioni coloniali con grande sensibilità (…) Non c’è posto nella collezione statale olandese per oggetti del patrimonio culturale che sono stati acquisiti attraverso un furto», ha detto van Engelshoven.

Le proposte che il ministero si sta preparando a mettere in atto includono un comitato di valutazione indipendente per giudicare i reclami ed esaminare i rapporti di provenienza; progetti di ricerca sulle collezioni coloniali in collaborazione con l’Indonesia, il Suriname e i territori olandesi nei Caraibi; una politica di restituzione incondizionata degli oggetti saccheggiati dalle colonie olandesi; e un impegno a pesare gli interessi delle parti nel caso di oggetti che sono stati rubati dalle colonie di altri paesi o nel caso di oggetti di particolare significato culturale per i paesi di origine, indipendentemente dal fatto che la ricerca provi che siano stati saccheggiati.

I Paesi Bassi avevano stazioni commerciali e colonie in Asia, Africa e Nord e Sud America dall’inizio del XVII secolo e hanno mantenuto una presenza in alcune località per più di quattro secoli. Il rapporto della commissione ha descritto quest’epoca come «un periodo caratterizzato da sfruttamento, violenza, razzismo e oppressione». Il Museo Nazionale Olandese delle Culture del Mondo, uno dei primi musei in Europa a sviluppare strutture e procedure per il rimpatrio dei manufatti rimossi dalle ex colonie, stima che circa il 40% dei 450mila oggetti della sua collezione sia stato acquisito in contesti coloniali.

Maddalena Ingrao