Taan: soap opera pachistana

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PAKISTAN – Lahore 29/5/13. In principio fu Fame, era il 1980. Poi venne la serie televisiva trasmessa nel 1982. Si trattava della narrazione della vita artistica e non solo di un gruppo di alunni della scuola d’arte di New York (New York High School of Performing Arts). Ebbene gli epigoni di Fame, sbarcano in Pakistan.

Taan, infatti, è una serie pachistana simile a Glee, serial telvisivo della Fox, che racconta le vite e gli amori di un gruppo di giovani studenti di una scuola di musica a Lahore. Il termine “taan” indica una nota musical in urdu. Nei 26 episodi della serie (in onda probabilmente da settembre prossimo) vengono affrontati temi considerati off limits nella società musulmana profondamente conservatrice del Pakistan, come storie d’amore tra due uomini o tra un estremista talebano e una ragazza cristiana, anche se il produttore stesso, Nabeel Sarwar, nega che lo show sia un pulpito politico e ribadisce che si tratta solo di un programma che affronta in maniera leggera temi difficili. 

Il tutto in un paese in cui le scene ritenute hard (ricordarte Nuovo cinema paradiso di Tornatore?) nei film stranieri vengono regolarmente tagliate dalla censura e i produttori di Taan sono consapevoli di muoversi su un terreno minato. Non è solo la sensibilità dei censori che i produttori devono sconfiggere. Se il 70 per cento della popolazione del Pakistan è sotto i 35 anni, e quindi si tratta di un pubblico enorme e potenzialmente redditizio per gli inserzionisti, è il capofamiglia che decide cosa guardare in Tv per tutta la famiglia. 

Nel tentativo di fare appello ai telespettatori più anziani, lo staff di Taan ha previsto di inserire un centinaio di canzoni classiche pachistane rielaborandole per venire incontro ai gusti moderni, esattamente  come faceva Fame e come fa Glee. Con questo spettacolo, i produttori si augurano di poter parlare del Pakistan moderno, delle sue contraddizioni e delle sue questioni più spinose, attirando un pubblico giovane oggi accanito fan di soap opera turche o indiane.  Vanno per la maggiore infatti serie come Manahil Aur Khalil — Ishq Jo Ab Mamnoo Na Raha storia di amore e vendetta tra Berlino e Istanbul, cioè serial televisivi turchi con protagonisti dalla pelle chiara e molto occidentalizzati, doppiati in urdu per il mercato pachistano. Le serie turche sono seguitissime in tutto il mondo musulmano, tanto che la popolarità di Manahil Aur Khalil — Ishq Jo Ab Mamnoo Na Raha ha creato un vivace dibattito sull’invasione turca nel piccolo schermo pachistano.