Tskhinvali cartina tornasole dell’Eurasia

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OSSEZIA DEL SUD – Tskhinvali. 12/04/14. L’8 giugno i cittadini dell’Ossezia del Sud andranno alle urne per rieleggere il parlamento con il sistema proporzionale con uno sbarramento al 7%. La commissione per le lezioni, il CEC ha ammesso nei giorni scorsi 14 partiti alla tornata dei primi di giugno. Fonte IA REGNUM.

Le elezioni avvengono in clima molto particolare, che spaventa molto: la situazione in Ucraina. Anche se politicamente l’Ossezia del Sud è stabile, soprattutto dal punto di vista delle imprese e del mondo politico, si teme una recrudescenza del conflitto che va oltre i confini ucraini.

Il capo del Comitato Informazione dell’Ossezia del Sud e stampa, Vyacheslav Gobozov già il 19 febbraio andava disegnando scenari possibili: «La stabilità in Ossezia del Sud, è il risultato di un complesso sistema di compromessi, sia formali che informali accordi tra le maggiori forze politiche. Ma questo tipo di stabilità non è statica è dinamica». Sostanzialmente per Gobozov la crisi politica in Ucraina potrebbe diventare un detonatore per eventi simili anche in Ossezia del Sud. A preoccupare l’esperto di media, non solo la “pista Occidentale” ma il fatto che la democrazia interna sia ancora tanto fragile. Il periodo pre-elettorale non fa che peggiorare la situazione, si corre il rischio, che per farsi eleggere i parlamentari vadano a minare quell’equilibrio creato con tanta fatica. Gobozov, che è anche il leader del partito extraparlamentare “Fydybasta” (Patria), ha osservato che «non solo i processi di recupero sono prioritari e importanti tra cui gli aspetti politici e giuridici della costruzione dello stato dell’Ossezia del Sud. Ma che ora più che mai è importante lo sviluppo di processi positivi nella società, perché contribuiranno a una riforma radicale del sistema statale-giuridico che non risponde più alle necessità del popolo dell’Ossezia del Sud». Secondo il politico – esperto di media – bisogna definire chiaramente la politica statale dell’Ossezia del Sud, in quanto è impossibile formare una ideologia di stato coerente, se si cerca allo stesso tempo di dare vita a uno stato indipendente restando legati mani e piedi con la Russia. Gobozov ha esortato tutti i candidati a tenere un profilo basso, al rispetto dell’avversario eliminando gli attacchi reciproci perché si rischia di infiammare le piazze. Tra i partiti in lizza per le elezioni anche alcuni pro riannessione alla Russia, tra questi “Ossezia del Regno” e “Unità” che sono per una politica di integrazione euroasiatica. Non a caso una parlamentare (RSO) del partito Unità, Marina Dzigoeva, nei giorni scorsi dichiarava a IA REGNUM: «La popolazione dell’Ossezia del Sud non si sente più sicura, ha perso la fede nella sicurezza nazionale ed economica del paese, sente un crescente senso di impotenza, sia economico ed educativo e intellettuale, e cerca una via per per contrastare la nuova economia di mercato, mostruosa, il caos e l’impunità». Secondo il membro RSO, «nelle condizioni attuali per raggiungere gli obiettivi intermedi da qui a 20 anni, il riconoscimento del nostro stato e la conseguente sicurezza fisica della popolazione dobbiamo arrivare alla firma degli accordi intergovernativi in amicizia e cooperazione con la Russia e permettere a Mosca di posizionare sul nostro territorio delle basi militari russe».
Oggi i cittadini ci chiedono di tornare alla crescita economica del 2008. «Abbiamo passato gli anni 2008-2012 in maniera terribile. Vogliamo tornare a una crescita del Paese».
Secondo il membro delparlamento negli ultimi decenni si è creata una grande confusione intorno alla identità del popolo osseto e questo ha di fatto impoverito spiritualmente un popolo, non aiutato da una classe dirigente miope. Secondo Dzigoevoy bisogna fare azioni mirate in base al nuovo assetto geo-politico e sapersi muovere di conseguenza. Il rappresentante del partito dell’Unità fa notare che la situazione politica sta diventando sempre più frammentata. Ed è stato un lavoro studiato a tavolino.
A preoccupare Dzigoeva poi, il nuovo pensiero settario religioso. «Non appena si arriva alla diffusione delle sette religiose, nella società comincia a prevalere il pensiero settario sul buon senso». Tra le sette il deputato indica anche quella della rete internet. Che rende, a suo dire, le persone incapaci di pensare con la loro testa.
Di certo le elezioni in Ossezia del Sud di giugno, ammesso che non peggiori la situazione in Ucraina, saranno la cartina tornasole delle’ex repubbliche sovietiche chiamate a decidere se tornare sotto l’ala protettiva di Mosca sotto il cappello euroasiatico, oppure decidere di avvicinarsi all’occidente, un Occidente va detto che non si interessa troppo di questi Paesi ai confini del nuovo impero russo.