Nascerà il primo narco-Stato?

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KABUL, Afghanistan – Per il terzo anno consecutivo, la coltivazione di oppio afgano è aumentata, invertendo la tendenza degli anni precedenti vanificando i successi di un decennio di sforzi del governo afgano e Onu nella lotta al traffico di droga; questi dati sono presenti nell’annuale rapporto delle Nazioni Unite pubblicato il 15 aprile.

I risultati del rapporto hanno sollevato preoccupazioni tra le forze dell’ordine di tutto  il mondo poiché, se la tendenza continuasse, l’oppio sarebbe la più importante attività economica del paese dopo lil ritiro Isaf nel 2014, creando lo spettro del primo narco-stato. L’Afghanistan è già il più grande produttore mondiale di oppio, e l’anno scorso produceva il 75 per cento della produzione mondiale di eroina; il rischio è che nel 2013 l’Afganistan raggiunga il 90 per cento della produzione. La relazione Unodc, il Risk Assessment Afghanistan Opium 2013, ha scoperto che la coltivazione di oppio è aumentata in 12 delle 34 province dell’Afghanistan. In una sola provincia, quella di Herat al confine con l’Iran, la coltivazione è in calo, dice il rapporto. Secondo l’Unodc, i ribelli talebani hanno approfittato dell’insicurezza in diverse province per aiutare i coltivatori di oppio e conquistare il sostegno popolare; oltre a proteggere una forma importante di introiti per le loro operazioni. Nel complesso, il numero di ettari di terreni agricoli destinati alla coltivazione del papavero da oppio dovrebbero raggiungere livelli del 2008, quando piantagioni raggiunsero il picco di 388 mila ettari a livello nazionale. Dopo quell’anno, l’eradicazione e un programma di incentivi in denaro per abbandonarne la coltivazione la coltivazione aveva contribuito a ridurla drasticamente fino al 2010.

La produzione oppiacea è diventato particolarmente elevata nella provincia di Helmand, nel sud, zona principale di produzione, e nella provincia di Kandahar. Entrambi sono stati luoghi in cui il surge made in Usa aveva contribuito a respingere l’influenza dei talebani, ma non appena le truppe Usa sono rientrate in patria nello scorso anno, la coltivazione è di nuovo aumentata. Più del 70 per cento della produzione di oppio ora avviene in queste provincie.

Le Nazioni Unite hanno stimato in passato che il traffico di oppio costituisse il 15 per cento del prodotto interno lordo dell’Afghanistan, una cifra destinata ad aumentare cn il decremento della presenza militare internazionale e degli aiuti per la spesa allo sviluppo, in vista del ritiro del 2014.

L’aumento della coltivazione del papavero da oppio è attribuibile principalmente ai prezzi storicamente elevati per l’oppio, uniti all’incremento dell’insicurezza. Il prezzo ha iniziato ad aumentare drammaticamente nel 2010. Gli agricoltori guadagnano fino a 203 dollari per un chilo di oppio, rispetto ai 43 centesimi di dollaro al chilo per il frumento o all’1,25 dollari per il riso, afferma il rapporto.

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