ONU. Stato palestinese in 15 mesi

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La conferenza ONU guidata da Arabia Saudita e Francia fissa un termine di 15 mesi per la creazione di uno Stato palestinese. La roadmap finale per la soluzione a due Stati sollecita una governance transitoria a Gaza sotto l’Autorità Nazionale Palestinese.

Una conferenza internazionale di alto livello, co-ospitata da Arabia Saudita e Francia, si è conclusa a New York con l’adozione di una roadmap dettagliata e con scadenze precise per la creazione di uno Stato palestinese sovrano entro 15 mesi, rilanciando lo slancio globale per la soluzione a due Stati.

Il comunicato finale, approvato dalle nazioni partecipanti, ha sottolineato che “guerra, occupazione e sfollamento non possono portare la pace” e ha affermato che la soluzione a due Stati è l’unica via percorribile per soddisfare le aspirazioni sia dei palestinesi che degli israeliani.

Il documento ha delineato un quadro completo che comprende pilastri politici, di sicurezza, legali, umanitari ed economici. Il piano prevede l’immediata istituzione di un comitato di governance transitoria a Gaza sotto l’egida dell’Autorità Nazionale Palestinese e chiede la piena unificazione di Gaza e della Cisgiordania. “Gaza è parte integrante dello Stato palestinese e deve essere riunificata con la Cisgiordania”, si legge nella dichiarazione.

La dichiarazione esorta Israele a impegnarsi pubblicamente per la soluzione dei due Stati e a cessare l’incitamento e la violenza contro i palestinesi. Respinge inoltre qualsiasi espulsione forzata di palestinesi e chiede la fine immediata della guerra a Gaza.

I partecipanti hanno condannato gli attacchi di Hamas del 7 ottobre e le operazioni militari israeliane contro i civili, ribadendo che la presa di ostaggi viola il diritto internazionale. La dichiarazione chiede ad Hamas di rilasciare tutti i prigionieri e di rinunciare al controllo di Gaza, aggiungendo che tutte le armi devono essere consegnate alle forze di sicurezza palestinesi.

Il documento denuncia l’uso della fame come metodo di guerra e chiede la consegna urgente e senza ostacoli di aiuti umanitari a Gaza. Ha approvato la creazione di un fondo internazionale per la ricostruzione di Gaza e ha sostenuto l’iniziativa di ricostruzione guidata dagli arabi.

Ha inoltre accolto con favore l’impegno del presidente palestinese Mahmoud Abbas di indire elezioni generali entro un anno e ha sottolineato la politica “un’autorità, un’arma” dell’Autorità Nazionale Palestinese.

In merito alla questione dei rifugiati, la dichiarazione ha ribadito il ruolo indispensabile dell’UNRWA e ha osservato che i suoi servizi sarebbero stati trasferiti all’Autorità Nazionale Palestinese a seguito di una giusta soluzione alla questione dei rifugiati.

Il Ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha affermato che la conferenza “ha salvato la soluzione dei due Stati, che era stata seriamente a rischio”, mentre il Ministro degli Esteri saudita, il Principe Faisal bin Farhan, ha definito il documento finale un “progetto attuabile” e ha esortato i paesi ad approvarlo formalmente, comunicando con le missioni saudita e francese prima della conclusione della 79a Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Lucia Giannini

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