
Il Trattato sull’Alto Mare, noto anche come Trattato Globale sugli Oceani, è entrato in vigore il 17 gennaio 2026, dopo 20 anni di negoziati, segnando “un traguardo storico nella protezione degli oceani” e l’inizio di una nuova fase nella governance globale degli oceani.
Formalmente noto come Accordo BBNJ (Biological Diversity of Areas Beyond National Jurisdiction), riporta EFE, il trattato crea il primo quadro giuridicamente vincolante per la salvaguardia della biodiversità marina nelle acque internazionali, che coprono quasi il 50% della superficie del pianeta. Ratificato da 82 paesi, diventa diritto internazionale e mira a garantire l’equa condivisione dei benefici derivanti dalle risorse marine.
La sua entrata in vigore è “una pietra miliare per il multilateralismo”, ha affermato Rena Lee, ambasciatrice di Singapore per il diritto internazionale, che ha presieduto i negoziati che hanno portato all’adozione del trattato nel 2023.
L’accordo consente la designazione di aree marine protette in alto mare, stabilisce obblighi per un uso sostenibile, dà priorità allo sviluppo di capacità e all’accesso alla tecnologia e stabilisce meccanismi di condivisione dei benefici. Rebecca Hubbard, direttrice della High Seas Alliance, ha affermato che le acque internazionali sono “piene di vita” e sempre più riconosciute come vitali per la salute del pianeta.
Tra gli obblighi immediati, i paesi devono condurre valutazioni di impatto ambientale per le attività pianificate al di fuori della giurisdizione nazionale, o quelle con effetti significativi in alto mare, e notificarle pubblicamente. La prima Conferenza delle Parti dovrà tenersi entro il 17 gennaio 2027 a New York, secondo Adam McCarthy.
Il BBNJ colma la mancanza di regolamentazione in vaste aree al di fuori della giurisdizione nazionale, si erge a protezione della Biodiversità, e vuole essere uno strumento cruciale per raggiungere gli obiettivi globali di protezione del 30% degli oceani entro il 2030.
Oltre 70 Paesi lo hanno ratificato, rendendolo giuridicamente vincolante per le parti firmatarie.
Anna Lotti
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