Grande Fratello neozelandese

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NUOVA ZELANDA – Auckland 25/09/2014. L’agenzia di intelligence della Nuova Zelanda, il Government Communications Security Bureau (Gcsb), ha lavorato nel 2012 e 2013 all’implementazione di un sistema di sorveglianza di massa di metadati anche se il governo ha pubblicamente smentito una simile evenienza.

I documenti pubblicati grazie alle rivelazioni di Edward Snowden dimostrano che il governo ha avviato in segreto un nuovo programma di raccolta di metadati progettato per raccogliere informazioni sulle comunicazioni dei neozelandesi in base ad una nuova legge sulla raccolta interna di simili dati. Queste azioni sono in conflitto con le rassicurazioni fornite al pubblico dal primo ministro John Key, secondo cui la legge serve a risolvere «un quadro giuridico ambiguo», consentendo esplicitamente all’agenzia di fare ciò che aveva fatto per anni, che «non è e non sarà mai spionaggio di massa verso i neozelandesi», e la legge «non rappresenta una rivoluzione nel modo in cui la Nuova Zelanda conduce le sue operazioni di intelligence». Snowden in un post sul ruolo svolto dal Gcsb nella sorveglianza di massa afferma che: «L’affermazione del Primo ministro, che ‘non c’è e non c’è mai stata alcuna sorveglianza di massa’, è falsa (…) Il Gcsb, della cui attività è responsabile, è direttamente coinvolto nelle intercettazione di massa e nell’analisi algoritmica delle comunicazioni private inviate via internet e via satellite, oltre a quelle via radio e reti telefoniche». Documenti top secret resi pubblici dall’ex analista Nsa, dimostrano che il Gcsb, con la cooperazione del Nsa, hanno attuato la fase 1 del programma di sorveglianza di massa, dal nome in codice “Speargun”, nel 2012 o all’inizio del 2013 “Spergun” ha reso necessaria l’installazione, occulta, di “attrezzatura di accesso ai nodi di trasmissione”, riferibili alla sorveglianza del principale cavo di collegamento sottomarino del paese, quello di Southern Cross.