
Il ministro degli Esteri neozelandese Winston Peters ha affermato venerdì scorso che è necessario “un ulteriore compromesso” per affrontare la situazione in Nuova Caledonia durante un discorso, alcune parti del quale hanno suscitato le proteste francesi.
Nel corso del discorso a Tokyo, Peters, che è anche vice primo Ministro, ha parlato delle tensioni in territorio francese, scoppiate in rivolte a maggio e ribollite con sporadiche violenze, riporta Nikkei.
Molti nella popolazione indigena Kanak spingono da tempo per l’indipendenza, a cui si oppongono i lealisti della Francia. Il più recente dei tre referendum sulla separazione dalla Francia si è tenuto nel 2021. Mentre il 96% dei partecipanti ha scelto di restare, il voto è stato boicottato dal movimento indipendentista.
All’inizio di quest’anno, le divisioni si sono trasformate in violenza quando il parlamento francese ha approvato una legge che garantirebbe il diritto di voto alle persone che vivono in Nuova Caledonia da più di 10 anni.
Peters, presente nella capitale giapponese per partecipare al Forum dei leader delle isole del Pacifico che si è concluso appunto giovedì scorso, è intervenuto sul referendum, affermando che ha seguito la “lettera” degli accordi su un percorso verso l’autodeterminazione, ma non lo “spirito”.
“Per qualsiasi outsider, l’evidente danno democratico di un campione notevolmente ridotto, e quindi diverso, di elettori impegnati nel terzo referendum solleva interrogativi sulla sua legittimità”, ha affermato Peters che ha anche riconosciuto come i residenti di lungo periodo comprensibilmente sentivano di aver subito un “danno democratico” a causa della continua privazione dei diritti civili.
“La situazione è arrivata a un punto morto, e non è facile superarlo date le violenze scoppiate e le ferite democratiche che hanno riaperto vecchie ferite e ne hanno create di nuove”, ha detto, chiedendo “più diplomazia, più impegno, più compromesso”.
Ma alcune delle sue osservazioni sulla preparazione degli attuali disordini hanno portato ad uno scambio di tensione con l’ambasciatore francese nel Pacifico, Veronique Roger-Lacan, che era tra il pubblico.
Roger-Lacan, durante una sessione di domande e risposte per i partecipanti dopo la conclusione del discorso, ha detto che la Francia “ha apprezzato l’offerta” di assistenza, ma ha contestato la descrizione della situazione fatta da Peters.
“In effetti, il danno democratico deriva dalla violenza che si è verificata a partire dal 13 maggio, contestando i risultati democratici delle elezioni democratiche organizzate in modo democratico dallo Stato francese”, ha affermato. “E se c’è qualcosa di cui discutere finora, non è tra la Francia e la Nuova Caledonia perché la Nuova Caledonia, fino a nuovo avviso, è la Francia e la Francia è pronta ad aiutare il popolo caledoniano nella sua autodeterminazione”.
Roger-Lacan ha anche affermato che, in qualità di ambasciatrice francese nel Pacifico, avrebbe “apprezzato essere informata sul modo in cui ha rappresentato la Nuova Caledonia” prima del discorso.
Peters ha detto che i membri del Palm (Pacific Islands Leader Meeting) avevano discusso dell’invio di una delegazione in Nuova Caledonia: ”C’è stata una discussione a riguardo, ma ovviamente qualsiasi cosa dovesse accadere doveva essere concordata a Parigi, che è il punto che alcuni di noi stavano sottolineando”, ha detto Peters.
Il vice Premier neozelandese ha affermato che il primo Ministro Christopher Luxon ha sollevato la questione con il presidente francese Emmanuel Macron al recente vertice della Nato negli Stati Uniti, ma ha anche sottolineato l’attuale stato di cambiamento nella politica francese dopo le elezioni di giugno: ”Ci sono modelli in cui possiamo portare avanti la questione pacificamente con soddisfazione di tutte le parti lese”, ha affermato.
Maddalena Ingroia
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/











