Nulla cambia in Armenia

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Il Partito Repubblicano del presidente armeno Serzh Sarksyan ha vinto le elezioni parlamentari del Paese, test di democrazia nel principale alleato russo nella regione sud caucasica. 

Il Partito Repubblicano ha preso il 44%dei voti nelle elezioni di domenica 6 maggio, immettendo il presidente uscente nel suo secondo mandato alla guida della repubblica ex sovietica. Lo svolgimento della tornata elettorale è stato regolare, non si è registrato nessun incidente come era accaduto invece nel 2008. L’Armenia è situata in una regione che si sta rivelando come via centrale per il trasporto di gas e petrolio.

Il partito del presidente, però, sarà costretto a formare una coalizione con il partito Armenia Prospera (al 30 per cento), già suo alleato nella precedente legislazione e guidato dal tycoon Gagik Tsarukyan. Non si preannunciano cambiamenti nella linea politica del nuovo governo rispetto al precedente. L’economia armena è stata devastata dalla guerra con il vicino Azerbaijan negli anni anni Novanta e dalla crisi finanziaria del 2008-2009.

Il conflitto sul Nagorno-Karabakh resta ancora aperto, è in vigore una tregua dal 1994, e resta una minaccia irrisolta per la stabilità dell’area.