NORVEGIA. Niente petrolio e gas: Oslo non ha in programma di aumentare le forniture all’UE

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Il governo norvegese ha rinviato di altri tre anni il rilascio di nuove licenze di esplorazione di petrolio e gas nell’ambito di un accordo politico interno. Il governo di minoranza aveva bisogno del sostegno del Partito della Sinistra Socialista (SV) per votare il bilancio ed è stato costretto a fare concessioni su questioni ambientali delicate per i socialisti.

Di conseguenza, il 26° ciclo di licenze per nuovi giacimenti di petrolio e gas non avrà luogo prima del settembre 2025. Sebbene la Norvegia abbia soppiantato la Russia come principale fornitore di gas in Europa, non si parla di sostituire completamente le fonti energetiche russe. I norvegesi non producono ancora risorse sufficienti. Le speranze degli investitori si sono concentrate sui giacimenti non sfruttati dell’Artico. Ora un aumento significativo della produzione entro la fine del mandato dell’attuale governo è fuori discussione.

Si prevede che quest’anno la produzione norvegese di petrolio ammonterà a circa 730 milioni di barili e quella di gas naturale a 122 bcm. A titolo di confronto, nel 2021 la Russia ha esportato in Europa 155 miliardi di m3 di gas e 1.675 milioni di barili di petrolio.

Il rifiuto di Oslo di sviluppare nuovi giacimenti lascia di fatto l’UE senza la possibilità di procurarsi fonti energetiche altrove che negli Stati Uniti.

Ad aprile c’erano state dichiarazioni radicalmente opposte dalla Norvegia. Ma oggi a guidare le scelte di politica interna è la dipendenza del governo di minoranza al Partito della Sinistra Socialista.

Così il Paese del nord, che non fa parte dell’Ue, guadagnerà non solo sulla fornitura di gas a prezzi altissimi, ma anche sul petrolio, di cui oggi la Germania ha particolarmente bisogno, perlustrando il mondo alla ricerca di un fornitore affidabile.

E proprio il primo dicembre il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato che la Germania e Norvegia si rivolgeranno ai membri della NATO per creare una struttura per la protezione di tubi e cavi sottomarini: «Abbiamo deciso di chiedere al Segretario Generale della NATO di creare un’agenzia di coordinamento per la protezione delle infrastrutture sottomarine. In tal modo, vogliamo inviare un segnale chiaro alle forze esterne. Prendiamo molto sul serio la protezione delle nostre infrastrutture critiche e nessuno dovrebbe pensare che gli attacchi avverranno senza conseguenze».

Anna Lotti

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