Allarme Jihad in Norvegia

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NORVEGIA — Oslo 24/07/2014. La Norvegia ha annunciato il 24 luglio una serie di misure di sicurezza di emergenza dopo aver ricevuto alcune informazioni su di un «attacco terroristico» nel paese e ha stretto i controlli effettuati sui militanti che hanno combattuto in Siria.

Il capo dell’apparato di intelligence interna, Marie Benedict Bjørnland (a destra) «ha recentemente ricevuto informazioni che un gruppo legato ad estremisti islamici in Siria ha intenzione di commettere un atto terroristico in Norvegia», riporta l’emittente Ksl. Benedict Bjørnland ha aggiunto che «abbiamo anche informazioni su un potenziale attacco terroristico contro la Norvegia progettato a breve, probabilmente nel giro di pochi giorni».
Il capo dell’intelligence interna ha spiegato che la minaccia «non è specifica», ma è «credibile» e che non erano ancora noti obiettivi ne possibili attentatori. Le autorità norvegesi hanno annunciato misure di sicurezza più severe, con una maggiore presenza di poliziotti armati nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, invitando i dipendenti a non assentarsi e a stare in allerta.
Vista la mobilità interna all’Ue e al relativo aumento del rischio di attacchi terroristici nei paesi europei, la Norvegia si sente particolarmente minacciata dal terrorismo di ritorno proveniente da paesi vicini come Germania, Inghilterra e Olanda.
Il ministro della Giustizia Anders Anondsan ha dichiarato che: «C’è un rischio significativo contro la Norvegia e abbiamo adottato una serie di misure per contrastarla», tra cui l’invito alla popolazione a essere vigile pur senza lasciarsi trascinare nel sospetto generalizzato.
L’agenzia di intelligence nazionale ha stimato, nella sua relazione annuale fatta all’inizio del 2014, che il livello del rischio in Norvegia è aumentato a causa del conflitto in Siria.
Il generale Kayal Grandhagen (a sinistra), capo dei servizi d’intelligence esterni, aveva detto in precedenza che la «minaccia terroristica» contro la Norvegia si aggraverà nell’anno in corso a causa del conflitto siriano, cui partecipano decine di norvegesi.
Secondo l’agenzia di intelligence, nella sua relazione annuale, molti norvegesi combattono contro il regime di Assad, con la possibilità che i militanti esperti rientrino in patria costituendo una minaccia per la sicurezza nazionale.
«Concludiamo da questo che la minaccia si è già aggravata e continuerà a peggiorare nel 2014» ha detto il generale, aggiungendo che i jihadisti norvegesi sono attivi nelle fila dei gruppi islamici più radicali, come Isis. Grandhagen ha aggiunto che il numero di partecipanti al conflitto in Siria è stimato in circa 2.000 persone. Fonti massemdiatiche norvegesi riportano che circa 10 donne hanno lasciato la Norvegia negli ultimi due anni per sostenere l’opposizione siriana.
I rischi sono aumentati dall’attentato del maggio 2014 al Jewish Museum di Bruxelles, che ha provocato quattro morti, effettuato dal cittadino francese di origine algerina Mehdi Nmosh che era stato più di un anno in Siria, dove avrebbe fatto parte dei gruppi jihadisti.