I pesci di Pyongyang

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COREA DEL NORD – Pyongyang 03/10/2014. Le esportazioni alimentari della Corea del Nord verso la Cina sono aumentate di oltre il 35 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e sono ai loro livelli più alti degli ultimi quattro anni, secondo i dati doganali cinesi.

La ripresa arriva nonostante la grave siccità di inizio anno; gli esperti ritengono che gli effetti della siccità siano stati abbondantemente compensati dai recenti e abbondanti raccolti nordcoreani e dai cambiamenti della politica agricola della Rpdc.
Uno delle cause potrebbe essere la possibilità che hanno gli agricoltori di conservare per se stessi una parte del raccolto, e quindi sarebbero più incentivati a produrre. Anche fonti interne alla Rpdc citate dai mass media sudocoreani hanno detto che il raccolto di quest’anno sarà relativamente buono, anche considerando la siccità primaverile. Le cifre per il 2014 mostrano che più di 60mila tonnellate di prodotti alimentari sono stati esportati verso la Cina, il suo più grande partner import/export: nei primi otto mesi dell’anno, la Corea del Nord ha esportato più cibo di quanto abbia ricevuto in aiuti alimentari in tutto il 2011, secondo un recente rapporto del Programma Alimentare Mondiale (Pam).
Il costo del riso è rimasto relativamente costante nel 2014, con nessuna tendenza significativa al rialzo solitamente associata a scarsità dell’offerta. Tra le esportazioni, si segnalano quelle di pesce che costituiscono gran parte dell’export alimentare verso la Cina dal 2011, mentre non sono disponibili dati prima di quell’anno. Questa forte dipendenza della componente ittica nelle esportazioni della Corea del Nord è un altro motivo per cui i dati sul suo commercio hanno “sfidato” la siccità di quest’anno.
Mentre i nordcoreani pescano solo un decimo dei frutti di mare della Corea del Sud, non vengono battuti sulla pesca: secondo i dati di pesca del 2005, i pescatori nordcoreani hanno pescato più di 260mila tonnellate di frutti di mare, più di quella del Portogallo, Svezia e Polonia; tra il 2011 e il 2013, le esportazioni di calamari e seppie in Cina sono aumentate di 40mila tonnellate.