NIGERIA. Lagos ha perso 3600 miliardi di dollari nel settore no-oil

100

Negli ultimi cinquant’anni la Nigeria ha perso circa 3600 miliardi di dollari in opportunità di esportazione non-oil in colture come il cacao, la palma da olio, cotone e arachidi. Secondo il direttore esecutivo della Nigeria Export Import Bank (Nexim), Abubakar Bello, alla conferenza annuale della Finance Correspondents Association of Nigeria a Lagos, le esportazioni non petrolifere della Nigeria rappresentano solo il 13,17 per cento delle esportazioni nigeriane in valore, dal 97 per cento all’indipendenza.

«Nell’immediato periodo post-indipendenza, le esportazioni non petrolifere, che erano principalmente prodotti agricoli di base e minerali solidi, hanno costituito il 97 per cento delle esportazioni nigeriane. Colture come cacao, cotone, olio di palma, arachidi e gomma sono stati tra i principali prodotti di esportazione. Tuttavia, tra il 1970 e il 1974, le esportazioni di prodotti non petroliferi sono scese dal 43 per cento al 7 per cento a causa del rapido aumento dei prezzi internazionali del petrolio e della produzione nigeriana. Questo ha portato al trasferimento di risorse dal settore non petrolifero, contribuendo al suo abbandono e alla mancanza di investimenti nei settori di esportazione di un tempo, in particolare nelle esportazioni a valore aggiunto», ha detto Bello, ripreso da AllAfrica.

Inoltre, ha osservato che il settore non petrolifero nigeriano è stato caratterizzato da un «calo sistemico del contributo delle esportazioni totali al Pil, che è passato dal 31,44 per cento nel 2012 al 18,44 per cento nel 2014 e al 10,63 per cento nel 2014 e 2015, prima di salire al 13,17 per cento nel 2017. Ha aggiunto che il settore è anche caratterizzato da «contributi insignificanti di sottosettori agricoli come il karité, lo zenzero, la manioca, la patata dolce, i fagioli e l’ananas ai proventi delle esportazioni, sebbene la Nigeria sia uno dei maggiori produttori di questi prodotti di base, secondo i dati dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura».

Bello ha identificato alcune delle sfide per il settore non-oil, tra cui i finanziamenti, i vincoli politici, le questioni operative, la mancanza di un sistema logistico multimodale efficiente e altre questioni relative alla qualità e alle standardizzazioni, aggiungendo che negli ultimi due anni banca Nexim ha avviato un programma di intervento strategico a sostegno del settore non-oil. 

Graziella Giangiulio