
Le forze armate nigeriane, in collaborazione con gli Stati Uniti, hanno condotto nuove operazioni congiunte contro i militanti dello Stato Islamico nel nord-est della Nigeria, come confermato domenica da fonti ufficiali.
L’operazione ha preso di mira i nascondigli e i campi di addestramento dell’ISWAP (Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale), in particolare nella zona del bacino del Lago Ciad. Secondo fonti della difesa, il supporto dell’intelligence e della sorveglianza statunitense ha svolto un ruolo chiave nell’identificazione degli obiettivi strategici, riporta 30Outlook. Il Comando Generale della Difesa nigeriana ha definito le operazioni “un successo”, affermando che hanno causato danni significativi alle infrastrutture terroristiche, tra cui depositi di armi e linee di rifornimento. Sebbene non siano state immediatamente rese note le cifre esatte delle vittime, tali operazioni mirano in genere a neutralizzare comandanti e combattenti chiave.
La regione del Lago Ciad, che si estende tra Nigeria, Niger, Ciad e Camerun, è stata un focolaio di attività dell’ISWAP e di Boko Haram. Le nuove operazioni si inseriscono in un contesto di crescenti attività militanti e attacchi transfrontalieri negli ultimi mesi. Sia la Nigeria che gli Stati Uniti hanno intensificato la cooperazione antiterrorismo negli ultimi anni attraverso la formazione, la fornitura di equipaggiamenti e la condivisione di informazioni di intelligence. L’ultima iniziativa sottolinea il costante impegno internazionale a sostegno della lotta della Nigeria contro l’insurrezione, che ha causato migliaia di morti e milioni di sfollati.
Il governo centrale di Lagos sta cercando di “tranquillizzare” e pacificare le aree di crisi per favorire sviluppo industria petrolifera per il mercato interno favorendo nel contempo gli investimenti nel settore. La Commissione nazionale per le pensioni della Nigeria (PenCom) ha concesso agli amministratori dei fondi pensione una deroga speciale alle normative, consentendo loro di investire le attività pensionistiche nell’offerta pubblica iniziale (IPO) di Dangote Petroleum Refinery & Petrochemicals, segnando un significativo cambiamento di rotta in vista di una delle più grandi quotazioni previste in Africa.
Dangote Industries Limited (DIL) ha affermato che la raffineria fa parte di un più ampio piano di espansione industriale da 40 miliardi di dollari che comprende la raffinazione, la produzione di fertilizzanti e le industrie correlate, riporta BneIntelliNews.
La PenCom ha inoltre citato la solidità finanziaria di DIL, azionista di maggioranza del progetto della raffineria e controllata dall’imprenditore nigeriano Aliko Dangote, come fattore chiave a sostegno della decisione.
La Commissione ha affermato che il ruolo strategico della raffineria nel ridurre la dipendenza della Nigeria dalle importazioni di carburante e nel sostenere la trasformazione del settore a valle ha contribuito all’approvazione della deroga.
La raffineria di Lagos, con una capacità di 650.000 barili al giorno (bpd), ha avviato la produzione di carburante nel 2024 e ha progressivamente trasformato il mercato petrolifero nigeriano, riducendo le importazioni di benzina, diesel e carburante per aviazione.
Secondo la circolare, la deroga non deve essere considerata un precedente per future IPO ed è stata approvata esclusivamente in virtù della “straordinaria importanza economica nazionale” della raffineria.
L’IPO della raffineria Dangote dovrebbe essere lanciata a metà del 2026, con circa il 10% del capitale azionario della società che si prevede verrà offerto agli investitori, secondo Vanguard.
La quotazione prevista potrebbe diventare una delle maggiori offerte azionarie nella storia dei mercati dei capitali nigeriani e potrebbe aumentare significativamente la partecipazione degli investitori istituzionali locali nel settore energetico del paese.
Luigi Medici
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