NIGER. Il nuovo golpe è stato sventato grazie a russi e algerini

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La giunta militare del Niger è sopravvissuta a quella che può essere definita una delle sfide più significative alla sopravvivenza del regime dal colpo di stato militare del 2023 che l’ha portata al potere. Sebbene l’ammutinamento sia durato solo circa 24 ore, ha messo in luce gravi tensioni e malcontento all’interno delle forze armate del Paese, probabilmente legate alle continue sfide alla sicurezza che il Niger si trova ad affrontare.

L’ammutinamento è iniziato intorno alla mezzanotte di venerdì 28 agosto, quando esplosioni e spari sono stati uditi in tutta la capitale nigerina, Niamey, compresi il palazzo presidenziale e un’importante base militare presso l’aeroporto internazionale Diori Hamani della città. Le forze ammutinate avrebbero concentrato i loro sforzi principalmente sulla base aerea 101 prima che le forze lealiste ne riprendessero il controllo in seguito all’intervento del Corpo d’Armata Africa paramilitare russo, avvenuto sabato 29 agosto, riporta DefenceWeb.

La calma è stata finalmente ristabilita nelle prime ore di domenica mattina, dopo l’uccisione o l’arresto di decine di ammutinati, molti dei quali sono stati successivamente mostrati in televisione. Va notato che non è ancora chiaro quanti soldati siano stati coinvolti, né chi abbia guidato l’ammutinamento. Reuters ha riferito che i media statali avevano affermato che l’incidente aveva coinvolto centinaia di soldati scontenti, ma ha dichiarato di non essere in grado di verificare in modo indipendente tali notizie.

Secondo Reuters, l’ammutinamento ha coinvolto soldati di stanza a Niamey insieme a truppe provenienti da Ouallam, Tera e Dosso, aree che negli ultimi anni sono state teatro di intensi scontri con gli insorti islamisti.

L’ambasciatore russo in Niger, Viktor Voropaev, ha dichiarato che l’intervento dell’Africa Corps è avvenuto dopo che il gruppo aveva ricevuto una richiesta di assistenza per reprimere l’ammutinamento da parte delle autorità nigerine. La Bbc ha citato il Ministero degli Esteri russo, secondo il quale, una volta ristabilita la calma, la Russia avrebbe continuato a sostenere le autorità nigerine nella loro lotta contro gli “estremisti”, riporta la Tass.

Il Niger ha anche riferito che l’Algeria ha espresso il proprio sostegno ed è intervenuta inviando, a quanto pare, quattro aerei da combattimento e altro equipaggiamento di supporto. Va notato che non ci sono notizie di un intervento attivo delle forze algerine.

Da quando ha di fatto interrotto i rapporti con i partner occidentali in materia di sicurezza, principalmente la Francia, il Niger, insieme agli altri membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel (AES) Mali e Burkina Faso, è diventato sempre più dipendente dal supporto russo nella lotta contro gli insorti islamisti nel Sahel.

Riguardo al tentato ammutinamento, AP riporta che l’AES ha espresso il suo continuo sostegno al Niger in una dichiarazione congiunta, affermando: “Grazie al coraggio e alla professionalità delle forze repubblicane lealiste, quest’ultimo tentativo è stato contenuto e sventato”. Il blocco ha anche condannato quello che ha definito un atto destabilizzante e un tradimento da parte dei soldati coinvolti.

L’Africa Corps, in precedenza la principale forza del Gruppo Wagner in Africa, è un’organizzazione paramilitare russa che opera sotto il Ministero della Difesa di Mosca ed è emersa come il principale strumento di intervento russo nella regione. Si ritiene che l’Africa Corps abbia tra i 200 e i 300 effettivi in ​​Niger, con il quartier generale situato presso la Base aerea 101.

Luigi Medici 

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