NATO. La Cina non è un avversario

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La Nato non etichetterà la Cina come un avversario nel suo prossimo documento strategico in parte perché è troppo lontana dalla sfera di interesse dell’Alleanza, ma anche perché i membri devono ancora cercare di arrivare al suo progresso tecnologico, secondo il presidente del Comitato Militare della Nato.

L’ammiraglio Rob Bauer, della Royal Netherlands Navy, ha detto che la Cina è una crescente preoccupazione per la Nato, ma le possibilità di confronti diretto sono scarse, il paese sarà sì classificato come un nemico nel documento del Concetto Strategico che sarà rilasciato il prossimo anno, riporta Defense News.

«Direi che è improbabile al momento che la Cina passi da una “sfida” a un “avversario” nel Concetto Strategico», ha detto Bauer mentre visitava il Nato Defense College a Roma. «La Cina non è fisicamente adiacente all’area euro-atlantica, che è l’area geograficamente delimitata che definisce l’alleanza Nato (…) La prospettiva degli Stati Uniti è diversa, perché fanno parte del Pacifico. Per loro, la relazione è diversa da quella della Nato».

Queste parole seguono quelle del mese scorso del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, secondo cui la Cina non è un nemico dell’Alleanza, anche se un documento della Nato nel mese di giugno ha detto che «le ambizioni dichiarate della Cina e il comportamento assertivo presentano sfide sistemiche all’ordine internazionale basato sulle regole e alle aree rilevanti per la sicurezza dell’Alleanza».

Questo ha segnato un cambiamento dall’attuale concetto strategico della Nato, che è stato rilasciato nel 2010 e non menziona la Cina.

«La preoccupazione sta crescendo (…) Nel campo politico, questo è perché, per esempio, l’ordine internazionale basato sulle regole è sfidato sempre più dalla Cina – ma probabilmente non con conseguenze militari dirette per la NATO (…) Nello spazio e nel cyber, siamo sfidati dalla Cina. Quindi è una preoccupazione crescente perché le forze armate cinesi stanno crescendo rapidamente senza essere parte di alcun formato di controllo degli armamenti», ha detto Bauer.

L’Ammiraglio olandese ha sottolineato il test della Cina in agosto di un missile ipersonico, che è entrato nell’orbita terrestre bassa: «Finora abbiamo tutti concordato di non militarizzare lo spazio, quindi tutti stanno pensando: “Che cos’è questo? Dicono che non è niente, ma è molto preoccupante” (…) Ciò che è particolarmente preoccupante è la capacità della Cina di far volare un missile ipersonico su entrambi i poli, qualcosa che i sistemi di difesa occidentali non sono attrezzati per affrontare. La tecnologia è un “campanello d’allarme” (…) Perché per molto tempo abbiamo dato per scontato di essere strategicamente e tecnologicamente più avanzati di chiunque altro. Ora vediamo cose che sono preoccupanti. Parliamo di nemici “quasi alla pari”, il che significa che sono bravi, ma non quanto noi. Ma in alcuni casi parliamo di nemici alla pari, e in alcune aree siamo preoccupati che stiano parlando di noi ora come nemici “quasi alla pari”», ha detto Bauer.

«Per accelerare lo sviluppo della tecnologia militare, i membri della Nato devono imitare Israele, ha detto, indicando la cooperazione tra il mondo scientifico, industriale e militare», ha aggiunto; In Israele, ha poi detto «ci sono molti ex militari che vanno nell’industria e nel mondo scientifico. È un grande gruppo che pensa allo stesso modo e capisce i problemi e l’altro. È una grande rete (…) Non si può copiare il sistema, ma ci sono molte cose che possiamo imparare da Israele in termini di capacità di implementare nuove tecnologie molto, molto rapidamente».

Luigi Medici