
La NATO è un’enorme alleanza multinazionale di 32 paesi. È molto più grande e copre un territorio molto più ampio rispetto al raggruppamento originale di 12 paesi originari. Ha sulla carta una potenziale forza militare di 3,5 milioni di persone e copre 25,07 milioni di chilometri quadrati di territorio.
È insito nella sua struttura e filosofia fin dalle origini, che il potere e la capacità della NATO dipendono dagli Stati Uniti. Inizialmente un’alleanza difensiva anticomunista guidata dagli americani, la NATO si è trasformata in un blocco di potere guidato dagli Stati Uniti che si sta espandendo sempre più assertivamente. Nonostante le dichiarazioni nel Trattato NATO, l’alleanza non si coordina più con le Nazioni Unite, in modo coerente, riportano AT e InFocusMagazine.
Nonostante gli sforzi per rafforzare la sua presenza in Polonia, Romania ed Estonia, l’alleanza si trova ad affrontare problemi significativi: una carenza critica di armamenti, forze armate non testate e sottodimensionate e una presenza statunitense che è ancora per lo più molto ampia.
Sebbene la NATO si sia espansa e continui a fornire armi all’Ucraina, le prospettive di vittoria nelle analisi degli stessa media statunitensi sia democrat che repubblicani sono molto basse al momento.
Nel frattempo, la Russia ha imparato molto su come gestire le armi della NATO utilizzando le sue difese aeree e le sue capacità di disturbo elettronico. La nuova NATO sta affrontando una situazione pesante in Ucraina e il rischio di una guerra europea più ampia.
L’Alleanza, morto il comunismo, si concentra sempre più sulla Russia come minaccia per l’Europa e, per estensione, per gli Stati Uniti. L’impegno americano nei confronti dell’Europa mette Washington in una posizione logistica e militare difficile per affrontare la minaccia molto più potente e sentita della Cina.
Ma sembra che i politici statunitensi preferiscano occuparsi della minaccia russa, forse perché ciò assicura il predominio degli Stati Uniti negli affari europei e favorisce anche gli interessi americani, ripetono think tank Usa.
Se la Russia fosse una minaccia reale e se gli europei fossero davvero impegnati nella propria difesa, allora l’Europa potrebbe facilmente assemblare una forza militare paragonabile, se non più grande, di qualsiasi cosa la Russia possa radunare, ma non è così.
L’Europa ha una popolazione di oltre 700 milioni. In confronto, la Russia ha una popolazione di 144,2 milioni, un’economia molto più piccola e un esercito di circa 470.000 soldati. Ma questi sono dati sulla carta; una mera somma di numeri e cifre che non tengono contro di interessi, storie e rivalità trai paesi membri stessi.
Quando l’Unione Sovietica crollò, la NATO considerava ancora la Russia una sfida esistenziale. Poi ha inglobato l’intero Patto di Varsavia uno ad arrivare alle porte della Russia, sfidandola. Una sfida, dal punto di vista della NATO, che assunse ulteriore gravità dopo che la Russia inviò truppe in Georgia nel 2008 e Ucraina nel 2014 (Crimea) e 2022. Si tratta di nazioni ex sovietiche che avevano fatto domanda di adesione all’Alleanza e che facevano già parte del programma PfP della Nato.
Oggi tutte le esercitazioni militari della NATO, gli schieramenti di truppe e le operazioni sono di nuovo focalizzate sull’arresto di un attacco russo. Si è andati letteralmente a spolverare i manuale della Guerra Fredda, al Comando Generale di Bruxelles.
I leader russi consideravano i tentativi di far entrare Georgia e Ucraina come minacce, soprattutto l’Ucraina. La NATO, insieme all’UE, fece pressione sull’Ucraina affinché si unisse all’Europa e si separasse dalla Russia. Da parte sua, la Russia considerava la NATO in Ucraina una minaccia viscerale alla sicurezza russa.
Il futuro della NATO sembra indissolubilmente legato all’Ucraina. Mentre la guerra raggiunge un punto finale con la possibilità che Kiev sarà costretta a trattare con Mosca, il ministro della Difesa ucraino sta lavorando duramente per convincere Washington a fornire all’Ucraina armi a lungo raggio per attaccare il territorio russo, in particolare Mosca e San Pietroburgo.
Gli ucraini sanno benissimo che se Washington collabora pienamente, la guerra in Ucraina inviterà i russi ad effettuare attacchi ancora più violenti. Si sta facendo l’idea, per ora solo sui media europei, che Kiev conta su questo per attirare la NATO e far sì che le truppe NATO sostituiscano gli ucraini in prima linea contro i russi.
È facile capire che se la NATO inviasse effettivamente truppe o portasse la sua potenza aerea a sostenere le operazioni russe in Ucraina, la guerra si estenderebbe rapidamente all’Europa. E uno ad oggi questa eventualità sembra lontana sì, ma mai abbastanza.
Mosca non ha abboccato a tutte le esche lanciate da Kiev: la spinta ucraina nell’area di Kursk in Russia; gli attacchi di droni contro la Russia, il bombardamento di civili a Belgorod. I russi continuano a fare pressione sull’esercito ucraino.
Dalla social sfera e non solo si apprende, che l’esercito ucraino è sovraccaricato, a corto di personale e armi e sta iniziando a cedere. Come dimostra il ritiro dal “fortezza”di Vuhledar.
Ora vedremo con il nuovo segretariato generale NATO olandese, cosa avverrà.
Antonio Albanese
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