Legge marziale al confine del Myanmar

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MYANMAR – Yangon 15/05/2015. Il parlamento del Myanmar ha imposto la legge marziale per tre mesi in una regione lungo il confine con la Cina visti continui scontri tra truppe governative e ribelli che hanno inasprito i rapporti tra Myanmar e Cina e hanno creato difficoltà al nuovo governo “semi civile” al potere dal 2011.

Il presidente Thein Sein (nella foto) ha dichiarato lo stato di emergenza per tre mesi e imposto la legge marziale nella regione il 17 febbraio, dopo gli scontri tra l’esercito del Myanmar e il Myanmar Democratic National Alliance Army (Mndaa). Il parlamento ha votato il 15 maggio di estendere la legge marziale, conferendo poteri giudiziari e amministrativi ai militari. L’Onu ha stimato 60mila persone hanno attraversato il confine con la Cina a causa degli scontri, anche se alcuni hanno iniziato a tornare ad aprile. A marzo, Pechino protesto con Yangon, quando cinque persone rimasero uccise in un bombardamento nella provincia meridionale cinese dello Yunnan e altre cinque sono rimaste ferite sempre nello Yunnan il 15 maggio durante gli scontri, secondo i media statali cinesi. La Cina ha più volte chiesto al Myanmar di adottare misure più opportune per evitare che gli scontri sconfinino nel suo territorio di confine. Le truppe di Yangon starebbero combattendo i ribelli a non più di 500 metri dal confine, aveva reso noto il ministero dell’Informazione del Myanmar ad aprile.