Il Giappone ha mire sul Myanmar

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MYANMAR – Naypydaw – Il Giappone vuole approfittare della distensione politica in Myanmar per farne un partner strategico. L’uscita dall’isolamento internazionale di Naypyidaw e la sua campagna di liberalizzazione economica e politica riporta sulla scena una regione strategica nella penisola indocinese, che collega India, Cina, Bangladesh, Thailandia e Laos. Paese che durante la seconda guerra mondiale fu invaso dal Giappone.

Le mire di Tokyo  queste volta però sono più di tipo economico, non solo in questa regione si trova manodopera a basso costo, ma soprattutto rinsaldare i rapporti con il Myanmar significherebbe aprire un corridoio preferenziale verso l’India in concorrenza con la Cina con cui i rapporti ultimamente non sono dei migliori. Tra i primi progetti giapponesi la costruzione di strada e la conseguente vendita di automobili, quelle, che non si vendono più in Cina. Il Myanmar poi per il Giappone è ancora più attraente per il fatto che possiede abbondanti risorse naturali, tra cui petrolio, gas naturale, energia idroelettrica, pietre preziose e altri minerali. Risorse non trascurabili visto che il Giappone ha deciso di abbandonare il nucleare. Infine, questo Paese domina la Baia del Bengala orientale e si apre verso il Mar delle Andamane e lo Stretto di Malacca, attraverso il quale passa circa il 40 per cento del commercio mondiale. L’unico grande ostacolo è la Cina, che da sempre influenza molto la politica regionale.