L’ombra del MUD dopo Chavez

124

 VENEZUELA – Caracas. Il Venezuela, o meglio la sua opposizione, si prepara al dopo Chiavez. C’è chi infatti sostiene che il Presidente dal 30 dicembre non sia in grado di adempiere ai suoi doveri, altri insinuano, peggio, che cerebralmente è morto. Di certo c’è che vi è stata una Tavola Rotonda di Unità Democratica (MUD) che da dietro le quinte ha iniziato a pensare al dopo Chavez, e sta cercando il candidato ideale nel caso in cui il Presidente Chavez decidesse che non è  più in grado di portare avanti il suo mandato presidenziale fino al 2019. Il MUD sta spingendo per le sue dimissioni e un nuovo turno di elezioni presidenziali.

L’Opposizione, in altre parole invece di augurare una piena guarigione a Chavez,  fa leva su una norma costituzionale secondo la quale il presidente si deve dimettere  (o lo si deve dimettere) in favore di nuove elezioni presidenziali, quando si ritiene non in grado di governare durante la prima metà del suo mandato.

Ma se da un lato l’opposizione fa leva sulle norme costituzionali dall’altro non riesce proprio a mettere d’accordo i diversi animi in vista di nuove elezioni. Anzi si accentuano le divisioni.

Il candidato di destra Henrique Capriles Radonski è al lavoro per garantire la sua personale candidatura. A queste azioni fanno eco le parole del Segretario Generale del dell’opposizione democratica azione (AD) Henry Ramos Allup che ha pubblicato un pezzo che descrive la campagna elettorale del 2012  di  Capriles come una «candidatura riempita di aria calda, disprezzo, maltrattamento degli altri, lasciando una scia di vetri rotti dietro quel caos battuto sulla nostra unità». Ultimamente però il MUD si sta isolando dalle altre forze di opposizione. Secondo l’avvocato Pablo Medina il MUD gioca a escludere e non a includere:  « il MUD è diventato un soggetto di esclusione che cerca di prendere decisioni a porte chiuse». «Nel mio caso particolare», ha continuato Medina «Non ero nemmeno invitato alla tavola rotonda». Medina appartiene al Movimento 2D, un’organizzazione in gran parte basata su Internet che emette comunicati stampa e  vive di pubblicità per denunciare quello che definisce “minacce” alla “libertà e democrazia” in Venezuela.
«Anche se ho cercato di trovare un modo per partecipare», Medina ha spiegato, «non c’era modo di farlo, non c’è modo di essere presenti o partecipare a questo processo». Medina si è descritto come «un uomo di unità», ma ha detto che vuole «una unità con le porte aperte, con un processo trasparente e democratico in cui le persone possono sentirsi liberi di decidere quali criteri verranno utilizzati per prendere decisioni».

Medina ha aggiunto che nei prossimi giorni si unirà politico di destra Diego Arria per denunciare la coalizione di opposizione per la realizzazione di quello che ha definito “un atto anti-democratico”. Nel frattempo, Segundo Melendez, del movimento dell’opposizione verso Socialismo (MAS), ha anche criticato il procedimento di opposizione recenti. Parlando ai giornalisti la settimana scorsa, Melendez ha descritto l’opposizione di oggi come «un piccolo gruppo di soggetti che prende decisioni, discute le cose tra di loro, nel quadro degli accordi, solo per imporle al resto». «C’è stato un processo di esclusione durante i dibattiti importanti», ha detto, «e noi incoraggiamo fortemente la leadership dell’opposizione a rendere la partecipazione e l’inclusione di una possibilità».