MOZAMBICO. Daesh fa scappare gli australiani dalla miniera di grafite

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Nel silenzio assordante dei media internazionali, sta proseguendo la guerra a bassa intensità dello Stato Islamico contro le forze governative e le infrastrutture dello Stato, in Mozambico, nell’area di Cabo Delgado. Si tratta, come si ricorderà di un’area di estremo interesse economico globale, che iniziava ad essere sfruttata dalle grandi major, in accordo con il governo, quando all’improvviso il Califfato Daesh fa la sua comparsa nell’area.

Nel 2020 Daesh ha vanificato i piani di costruzione di infrastrutture per il Gnl a Cabo Delgado con decine di attacchi nella regione. Questi attacchi hanno portato alla sospensione dei lavori e all’abbandono delle strutture da parter delle Major del gas.

Il governo mozambicano e i suo i sostenitori hanno ricevuto un nuovo colpo a causa dell’attacco nei pressi della più grande azienda di grafite dell’Africa, con danni stimati in milioni di dollari.

Si tratta di una situazione simile a quella che si è verificata per il progetto Afongi a Palma, il cui danno è stato enorme.

Sempre in Mozambico, infatti, l’8 giugno, i militanti dello Stato Islamico hanno compiuto un altro attacco nella provincia di Cabo Delgado. L’incidente è avvenuto nei pressi della città di Ancuabe. La sfera social media confermerebbe l’attacco affermando che: «Una fonte locale ha confermato che un attacco ha preso di mira il villaggio di Silva Macua (Sunate) nella regione di Ancuabe, all’estremo sud della regione di Cabo Delgado, oggi, mercoledì 8/6/2022. Questo ha portato all’uccisione di alcuni cristiani e del personale di sicurezza.».

I terroristi hanno, infatti, attaccato un insediamento abitato dai lavoratori della società australiana di estrazione della grafite Triton Minerals. I jihadisti hanno decapitato due uomini e hanno saccheggiato le case, mentre il resto dei dipendenti è riuscito a fuggire nella giungla.

È da notare che lo stesso giorno, a 50 chilometri dalla miniera, ha fatto visita il governatore di Cabo Delgado, che ha assicurato agli abitanti che la regione era diventata più sicura.

In relazione all’attacco, due compagnie minerarie australiane hanno annunciato la sospensione dei lavori in Mozambico, portando di fatto alla sospensione dei lavori con conseguente danno economico immediato. Nel lungo periodo, il danno è ancora da quantificare: i minerali contenti grafite sono alla base di molte produzioni strategiche divenute ancora più importanti vista al progressiva chiusure di mercati e spazi logistici per il commercio internazionale causata dall tensioni legate alla guerra ucraina e alla contrapposizione sino-statunitense relativa a Taiwan e nell’Oceano Pacifico in generale.

Nella stessa giornata, 8 giugno, le forze del Lesotho si sono ritirate dall’alleanza sudafricana SAMIM, che combatte Daesh anche in Mozambico, e sono tornate nel loro Paese d’origine, il Lesotho, lasciando un vuoto nel quadro tattico operativo della missione che combatte le forze del Califfato Daesh.

Antonio Albanese