Mongolia: braccio di ferro con Rio Tinto

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MONGOLIA – Ulaanbaatar. 10/09/13. Sono stati nominati i nuovi membri del consiglio della futura Joint-venture  tra la società – mineraria mongola Oyu Tolgoi, dello stato, (estrazione di rame) che si recheranno a Londra per colloqui con gli investitori della società anglo-australiana Rio Tinto, colosso nel settore minerario.

Secondo i media locali il governo mongolo ha sostituito i “vecchi” membri del consiglio nazionale del Oyu Tolgoi con membri più giovani, che parlino un perfetto inglese, circa una settimana fa. La nuova riunione del consiglio si terrà questa settimana. La necessità nasce dai problemi sorti tra Rio Tinto e il governo mongolo, a quanto pare gli IDE del Paese asiatico sono scesi del 41 per cento e Rio Tinto ha annunciato uno stop allo sviluppo di una miniera sotterranea che avrebbe dovuto potenziare dell’80%  il valore di Oyu Tolgoi.

Il governo mongolo vorrebbe spingere la multinazionale Rio Tinto a riprendere i lavori per lo sviluppo miniera sotterranea e a continuare il suo investimento nel paese.

Rio Tinto, d’altro canto, ha cercato di ottenere l’approvazione da parte del governo della Mongolia, di un progetto di finanziamento a cui per ora non è giunta risposta. 

Rio Tinto voleva l’appoggio del governo mongolo per ottenere 4 miliardi di dollari di finanziamento, da un pool di banche leader a livello mondiale, come la International Finance Corporation, il braccio finanziario privato della Banca Mondiale, Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, BNP Paribas, la US Export-Import Bank, Export Development Bank of Canada, e standard Chartered Bank.