MOLDAVIA. Il ritorno degli oligarchi è stato annunciato

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Vlad Plahotniuc, l’oligarca moldavo che ha governato dal 2017 al 2019 attraverso il suo strumento politico, il Partito Democratico, ha annunciato l’intenzione di organizzare una forza politica con l’obiettivo di riprendere il potere nel Paese.

Plahotniuc è stato costretto a fuggire dal Paese da un’inaspettata alleanza formata dal Partito d’Azione e Solidarietà, Pas, attualmente al potere, e dal Partito Socialista, Psrm, nel giugno 2019.

L’oligarca ha annunciato il suo ritorno in politica dopo che il 26 ottobre il Tesoro degli Stati Uniti, attraverso l’Office of Foreign Assets Control, Ofac, ha imposto sanzioni a nove persone, tra cui Plahotniuc. Ciò significa che i beni di Plahotniuc negli Stati Uniti sono stati congelati, ma non quelli presenti altrove.

Le autorità statunitensi hanno sanzionato Plahotniuc «per aver corrotto funzionari delle forze dell’ordine, riflettendo i suoi sforzi di lunga data per catturare e corrompere le istituzioni giudiziarie e di polizia della Moldavia, utilizzando al contempo la sua ricchezza e la sua influenza politica per minare i rivali politici e lo stato di diritto nel Paese».

«Il periodo di tolleranza è finito per i governi anti-Plahotniuc. Hanno dimostrato tutto quello che potevano. Ora tocca a me organizzare nuovamente una squadra politica, tornare al potere e dimostrare come si guida un Paese in tempi di crisi e come si governa in modo efficiente e con risultati concreti», ha dichiarato Plahotniuc in un’intervista rilasciata a Tribuna.md il 28 ottobre.

Il ritorno di Plahotniuc coincide con il grave deterioramento del sentimento pubblico in Moldavia, guidato dalle difficoltà economiche. L’inflazione ha superato il 30% annuo e i prezzi dell’energia continuano a salire. Le manifestazioni contro il governo sono proseguite nel fine settimana del 29-30 ottobre, organizzate dall’uomo d’affari latitante Ilan Shor e, separatamente, dal Partito Comunista, riporta BneIntelliNews.

La Procura anticorruzione moldava ha inviato in tribunale un primo fascicolo contro Plahotniuc all’inizio di settembre. Recentemente, la Corte Costituzionale ha autorizzato il fascicolo, respingendo le obiezioni degli avvocati di Plahotniuc in merito a una nuova legge che consente i processi in contumacia.

Sul nome di Plahotniuc pende un mandato di arresto, emesso dai giudici moldavi nel maggio 2020.

È interessante notare che il fascicolo contro Plahotniuc è stato annunciato per la prima volta nel maggio 2020 dal procuratore cap, oggi sospeso, della Moldavia, Alexandr Stoianoglo. Stoianoglo è stato sospeso dall’incarico lo scorso autunno dai procuratori sostenuti dal Pas del presidente Maia Sandu.

«Abbiamo prove inconfutabili che indicano che il cittadino Plahotniuc è il beneficiario del denaro, ottenuto sotto forma di prestito dalla Cassa di risparmio della Moldavia, attraverso il gruppo Shor, di conseguenza coperto dalle risorse finanziarie della Banca nazionale, in totale oltre 100 milioni di dollari», dichiarò Stoianoglo all’epoca.

Stoianoglo è ora giudicato per tre capi d’accusa, tra i quali il più rilevante riguarda l’abbandono delle accuse contro Veaceslav Platon – uno dei rivali di Plahotniuc e un uomo d’affari presumibilmente coinvolto in frodi bancarie moldave e nella “lavanderia” russa (riciclo di denaro). Date le circostanze, i pubblici ministeri potrebbero ora essere più interessati ad ascoltare le dichiarazioni di Platon contro l’ex leader democratico Plahotniuc.

Sandu ha finora evitato di licenziare Stoianoglo, anche dopo che il Pas aveva preparato tutti i prerequisiti legali per farlo. Sandu ha dichiarato di essere in attesa della sentenza del tribunale.

In particolare, Platon non è stato designato dall’OFAC come soggetto di sanzioni, insieme a Plahotniuc e Ilan Shor (i principali obiettivi delle sanzioni, oltre ad alcuni consulenti russi dell’ex presidente Igor Dodon). Platon ha costantemente accusato Plahotniuc di essere dietro le principali frodi bancarie emerse nel 2015. È stato condannato dai giudici moldavi, nel 2017, per presunte frodi bancarie per circa 800 milioni di dollari durante il regime di Plahotniuc.

Attualmente, il mandato di arresto emesso per Platon dai giudici moldavi si basa sulla richiesta di alcuni procuratori russi che indagano sull’uomo d’affari moldavo per il suo presunto coinvolgimento nella “lavanderia” russa.

Anna Lotti