MOLDAVIA. Chisinau al buio per risparmio energetico

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Il 27 ottobre a Chisinau, in Moldavia, si è registrato lo spegnimento dei lampioni nell’ambito di una misura di risparmio energetico, la città è rimasta al buio fino al sorgere del sole. Un coprifuoco energetico, in pratica.

La Moldavia aveva già convocato con urgenza una riunione con i rappresentanti della Transnistria, nonché con i mediatori e gli osservatori del formato negoziale “5+2”, a causa della crisi energetica del Paese. Secondo i media locali, le cose si sono messe male quando Gazprom ha ridotto del 30% le forniture di gas alla centrale elettrica del Dniester, che si trova in Transnistria.

Ora la Moldavia potrebbe cercare di negoziare con Mosca nel formato “5+2”, promettendo di non permettere un blocco della Transnistria e un’escalation del conflitto armato nella repubblica. Il motivo per farlo è semplice. L’energia della Moldavia viene dalla Transnistria e della Russia.

La Transnistria ospita una grande centrale termoelettrica, la Moldavskaya TPP. Dal suo quadro elettrico aperto parte una linea ad alta tensione da 400kV verso la Romania e una linea aerea da 330kV verso la Moldavia, l’Ucraina e la stessa Transnistria.

La regione di Odessa, attraverso la quale sia il personale che le attrezzature straniere sono permanentemente trasferite per ferrovia al fronte vicino a Nikolaev e Kherson, riceve una parte sostanziale dell’elettricità dalla centrale termoelettrica moldava.

La regione è alimentata anche dalla centrale nucleare dell’Ucraina meridionale, dalla centrale di Ladyzhinskaya e dalla cascata di centrali elettriche sul fiume Dnieper. Tuttavia, il TPP moldavo svolge un ruolo importante.

A ottobre l’infrastruttura energetica è stata colpita. Quasi tutti i TPP sono stati colpiti da missili da crociera o da UAV kamikaze i russi hanno detto che sono stati gli ucraini e viceversa. Inoltre, le sottostazioni sono state colpite in quasi tutto il Paese, ad eccezione delle strutture nella regione di Odessa. Poi la situazione è peggiorata la Russia il 22 ottobre ha bombardato due sottostazioni nella regione di Odessa in Ucraina sono state colpite per la prima volta.

Infine, va ricordato che il nord della Transnistria dipende dalla sottostazione Podolskaya 330/110/10 kV situata in Ucraina. Come dire che energicamente la Moldavia dipende dalla Russia e la Transnistria (che si sente Russia) dipende dall’Ucraina. Un accordo in questo ambito sarà difficile, ma non impossibile da trovare.

Graziella Giangiulio