MESSICO. Alle stelle i prezzi degli alloggi a causa dei Mondiali di Calcio 

39

L’avvicinarsi dei Mondiali di calcio del 2026, che il Messico co-organizzerà insieme a Stati Uniti e Canada, ha accelerato la conversione di massa delle abitazioni tradizionali in alloggi turistici a breve termine nelle tre città messicane che ospiteranno il torneo, con una forte ascesa delle società immobiliari come attori dominanti del mercato. 

Secondo i dati della società specializzata AirDNA, riporta El País, l’offerta di immobili su Airbnb e piattaforme simili è cresciuta a Città del Messico del 30% tra il 2023 e il 2026, passando da 18.000 a quasi 24.000 unità. Nell’area metropolitana di Guadalajara, la crescita ha raggiunto il 50%, con 9.760 immobili, e nell’area metropolitana di Monterrey è raddoppiata, arrivando a 7.274 unità.

In tutte e tre le città, riporta MercoPress, i principali host sono società legate al settore immobiliare e agli urbanisti, piuttosto che privati. A Città del Messico, le aziende Virtual Homes (699 immobili), Kukun (568) e Mr. W (279) guidano l’offerta. Virtual Homes appartiene a Carcho Administración, il cui fondatore, José Carrillo Chontkowsky, è stato coinvolto nel 2012 nel presunto finanziamento illecito della campagna elettorale dell’ex presidente del PRI Enrique Peña Nieto. A Guadalajara, dominano Qüarat Living Rentals (265) e Del Mar Boutique (174), entrambe con legami diretti con progetti architettonici e immobiliari. A Monterrey, Anfitrip, un marchio di AG Proyectos de Inversión, controlla 165 immobili. 

Queste strutture aziendali si inseriscono in un modello originariamente concepito come economia collaborativa, ma in pratica funzionano come catene alberghiere parallele con una regolamentazione meno stringente, secondo gli accademici consultati.

Questa crescita si è tradotta in un’aggravarsi della crisi abitativa. Nel quartiere di Cuauhtémoc a Città del Messico, tra l’11% e il 20% di tutti gli alloggi viene offerto su Airbnb, secondo il libro “Airbnificación in Mexico City”, scritto da accademici dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). Collettivi di quartiere come la Piattaforma Vecinal 06600 e l’Osservatorio di Colonia Juárez hanno documentato, a partire dal 2020, sfratti di massa a Colonia Juárez, con una stima di circa 4.000 residenti sfollati. Uno dei casi emblematici è l’edificio Pandora, all’angolo tra le vie Nápoles e Londres, dove almeno dodici famiglie sono state sfrattate nel dicembre 2020 senza preavviso. Tre anni dopo, l’immobile ha riaperto come struttura turistica gestita da Virtual Homes, con camere che vanno dai 5.000 ai 12.000 pesos al giorno.

Città del Messico ha approvato nel 2024 una legge sul turismo che limita a tre il numero massimo di eventuali soggiorni turistici per host e richiede, a partire dalla quarta proprietà, la registrazione come esercizio commerciale e l’utilizzo del terreno a fini commerciali o misti, categorie che coprono solo il 21% del territorio della capitale. L’attuazione è stata sospesa fino al 21 maggio, quando l’amministrazione locale ha attivato il registro degli host. Circa 1.400 host con quattro o più proprietà concentrano metà dell’offerta turistica della capitale e rientrerebbero nel nuovo regime. Il Nuevo León ha pubblicato la scorsa settimana una propria legge sul turismo, senza limiti per host; Guadalajara sta ancora discutendo una normativa equivalente.

Lucia Giannini

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/