La Mers non c’entra con i cammelli

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ARABIA SAUDITA – Jeddah 30/04/2014. Il capo della Camera di Commercio e Industria della commissione Zootecnia di Jeddah ha sdrammatizzato il legame tra i cammelli e la Mers.

Riporta la notizia, ArabianBusiness.com. secondo cui Sulaiman Al Jabri ha detto che la ricerca che ha individuato un legame tra la sindrome Mers e la presenza del coronavirus nei cammelli, non ha indicato se sono state registrate infezioni o decessi documentati tra quanti lavorano a stretto contatto con gli animali. Lo studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato quest’anno, ha trovato che il virus è stato diffuso dai cammelli e che esiste la possibilità che il contagio avvenga da cammello a uomo. Lo studio uscito a febbraio 2014 ha mostrato il virus era «straordinariamente comune» nei cammelli e che lo è stato per almeno 20 anni. «In alcune parti dell’Arabia Saudita, i due terzi dei giovani animali hanno il virus infettivo ed è presente nelle loro vie respiratorie», ha detto all’Afp, l’autore dello studio, Ian Lipkin. Ma, Sulaiman Al Jabri ha detto che c’erano norme severe sul bestiame nel regno saudita, riporta The Saudi Gazette. Nei controlli, afferma Al Jabri, rientrano: «Controlli sanitari e veterinari. Gli animali sono sottoposti a controlli nei paesi da cui sono importati e vengono controllati di nuovo nei nostri porti. Il ministero dell’Agricoltura fornisce inoltre anche i vaccini necessari», ha poi aggiunto. Al Jabri ha respinto fermamente il legame tra Mers e cammelli. Il ministero della Salute saudita ha annunciato il 27 aprile che altre otto persone sono morte dopo aver contratto il virus, portando a 102 il numero dei morti nel regno saudita dal settembre 2012. Un totale di 339 casi sono stati registrati fino ad oggi in Arabia Saudita, che è stato il sito della maggior parte delle infezioni confermate in tutto il mondo.